In una giornata di profonda riflessione e raccoglimento, Domodossola ha celebrato oggi il Giorno della Memoria con una cerimonia alla Fontana della Pace di largo Vittime dei Lager Nazifascisti. La città si è riunita per ricordare le vittime della deportazione e dello sterminio nazifascista, in un momento condiviso di memoria e responsabilità civile.
A prendere la parola è stato il sindaco Lucio Pizzi, che ha sottolineato il valore profondo della conoscenza e della partecipazione come strumenti fondamentali per mantenere viva la memoria. "Conoscere significa ascoltare per partecipare e trasmettere – ha affermato – ed è una responsabilità civile che riguarda l’intera comunità".
Un pensiero particolare è stato rivolto alle nuove generazioni, chiamate a custodire e tramandare il significato di questa ricorrenza. "È attraverso lo studio – ha proseguito il sindaco – che si costruisce una vera consapevolezza, non attraverso semplificazioni, ma sviluppando la capacità di distinguere tra passato e futuro. Solo così la memoria può continuare a vivere".
Pizzi ha quindi ribadito come il Giorno della Memoria non debba essere vissuto come un atto formale o rituale, ma come un impegno quotidiano. "La memoria è un dovere che si esercita ogni giorno, nelle scuole, nelle istituzioni e nella vita di tutti i giorni. Ricordare significa anche chiedersi da che parte stare".
La cerimonia è quindi proseguita con l’intervento della professoressa Margherita Zucchi, che ha offerto un ulteriore momento di riflessione e approfondimento storico.









































