Si è rivelata una vera e propria immersione nella memoria del paese l’iniziativa “…Ti sei incò bun a parlè ul dialet…”, promossa dalla Pro Loco di Montecrestese e ospitata domenica pomeriggio al Centro culturale ricreativo. Un appuntamento pensato per riscoprire e condividere i nomi antichi dei siti delle frazioni, oggi non più in uso, e più in generale per valorizzare il dialetto locale come patrimonio culturale e identitario.
La partecipazione è stata numerosa: circa una sessantina le persone presenti, in prevalenza di mezza età e anziane, che hanno animato l’incontro con racconti, ricordi e testimonianze dirette. Molti hanno scelto di intervenire proprio in dialetto, dando vita a un dialogo spontaneo fatto di aneddoti, vecchi detti, soprannomi e storie legate ai luoghi del passato.
«È stata davvero una bellissima giornata – spiega Guido Tomà, presidente della Pro Loco – e per noi anche un’esperienza nuova, che a mio avviso ha riscosso un grande successo. Hanno partecipato una sessantina di persone, soprattutto di mezza età e anche più anziane, che si sono dimostrate molto coinvolte e partecipative. In molti hanno parlato in dialetto, raccontando aneddoti, spiegando vecchi detti, nomignoli e ricordando luoghi e storie del passato: un momento ricco di memoria e di condivisione».
A guidare e animare il pomeriggio è stata la dottoressa Giorgia Frangioni, archeologa residente a Montecrestese e membro della Pro Loco, che segue con attenzione l’intero progetto. L’iniziativa nasce infatti con l’obiettivo di tutelare e valorizzare la lingua del dialetto e la memoria locale, considerati elementi fondamentali dell’identità del territorio.
Non è mancato il saluto di don Marco, che ha accolto i presenti con parole di benvenuto, così come l’ospitalità della Pro Loco, che ha predisposto un piccolo rinfresco per un momento conviviale al termine dell’incontro.
L’esperienza si è conclusa con l’impegno condiviso a riproporre l’iniziativa: l’idea è quella di organizzare nuovi appuntamenti in alcune domeniche pomeriggio, sempre presso il Centro culturale ricreativo, per continuare questo percorso di riscoperta delle tradizioni e degli usi antichi.





