“Come presidente del Consiglio regionale del Piemonte sento forte il dovere di affermare che tutti noi continueremo a sostenere politiche di prevenzione, percorsi educativi, reti di ascolto nelle scuole e nei territori, lavorando insieme alle famiglie e alle associazioni perché nessun ragazzo si senta senza voce, senza appoggio, senza speranza, cioè invisibile. Questa è la responsabilità che le istituzioni devono assumersi ogni giorno: agire con determinazione e con umanità, perché i nostri figli crescano in comunità più rispettose, nelle quali sappiano volersi bene”. Lo ha dichiarato, in apertura dei lavori della seduta odierna, il presidente dell’Assemblea Davide Nicco ricordando le vittime di bullismo e cyberbullismo, la cui Giornata nazionale si è celebrata sabato 7 febbraio.
“E a testimonianza del disagio che ancora oggi esiste tra i nostri giovani voglio esprimere il più profondo cordoglio per la tragica morte di Zoe Trinchero – ha aggiunto – uccisa a Nizza Monferrato all’età di 17 anni, vittima anche lei di una violenza folle che purtroppo sembra sempre più trovare terreno fertile nelle nuove generazioni. A nome di tutti i consiglieri regionali voglio esprimere vicinanza alla famiglia e a chi le ha voluto bene”.
Di seguito, il testo completo dell’intervento del presidente Nicco:
“Lo scorso 7 febbraio si è celebrata la Giornata contro il bullismo e il cyberbullismo, un richiamo profondo al senso di responsabilità di ciascuno di noi – genitori, insegnanti, istituzioni – nei confronti dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze.
Il bullismo e il cyberbullismo possono essere vissuti da figli e figlie, compagni di classe, amici che ogni giorno navigano tra dubbi, insicurezze e relazioni complesse.
Giovani vite spezzate, sofferenze consumate nel silenzio, persecuzioni quotidiane che iniziano tra i banchi di scuola o dietro lo schermo di un telefono e che spesso trovano terreno fertile nell’indifferenza degli adulti.
Anche il Piemonte porta nella propria storia una ferita e la memoria di Carolina Picchio, giovane piemontese, prima vittima di cyberbullismo, che continua a essere un monito e che ha contribuito a costruire strumenti di prevenzione e tutela che oggi costituiscono parte integrante delle nostre leggi e delle nostre politiche sociali.
Ma le leggi da sole non bastano. Serve una cultura del rispetto, serve una comunità educante che sappia intervenire con tempestività e compassione. Serve investire risorse significative nei percorsi di educazione alle relazioni, nell’ascolto attivo nelle scuole, nella formazione di docenti e famiglie.
Come presidente del Consiglio regionale del Piemonte sento forte il dovere di affermare che tutti noi continueremo a sostenere politiche di prevenzione, percorsi educativi, reti di ascolto nelle scuole e nei territori, lavorando insieme alle famiglie e alle associazioni perché nessun ragazzo si senta senza voce, senza appoggio, senza speranza, cioè invisibile.
Questa è la responsabilità che le istituzioni devono assumersi ogni giorno: agire con determinazione e con umanità, perché i nostri figli crescano in comunità più rispettose, nelle quali sappiano volersi bene.
E a testimonianza del disagio che ancora oggi esiste tra i nostri giovani voglio esprimere il più profondo cordoglio per la tragica morte di Zoe Trinchero, uccisa a Nizza Monferrato all’età di 17 anni, vittima anche lei di una violenza folle che purtroppo sembra sempre più trovare terreno fertile nelle nuove generazioni. A nome di tutti i consiglieri regionali voglio esprimere vicinanza alla famiglia e a chi le ha voluto bene”.





