Sanità - 14 febbraio 2026, 19:15

Il Comitato Salute Vco contro l'ospedale a Piedimulera: "Una scelta che penalizza cittadini e territorio"

"Una proposta già bocciata vent'anni fa. Ora la decisione ha il sapore di una vendetta politica"

Il Comitato Salute Vco contro l'ospedale a Piedimulera: "Una scelta che penalizza cittadini e territorio"

Si torna a parlare dell’ospedale unico del Verbano Cusio Ossola e della scelta della regione di collocarlo a Piedimulera. Sul tema interviene il Comitato Salute Vco, che ancora una volta ribadisce la sua contrarietà alla decisione. Per farlo, sottolinea tutte le motivazioni per cui, secondo i suoi componenti, quella di Piedimulera sarebbe una “scelta suicida”. Di seguito il testo integrale del comunicato.

“Se la “politica” persegue il bene comune, la scelta di Piedimulera non va in quella direzione. Quando le decisioni sono affidate a pareri tecnici, in questo caso al Politecnico di Torino, è la “politica” che nega la sua missione, rende palese la sua incapacità di decidere e abdica al proprio ruolo, facendo emergere anche il sospetto che il parere tecnico sia condizionato dalla volontà del committente. Invece è la scelta politica a dare legittimità alla decisione e questa deve precedere l‘esame dei tecnici. La recente scelta della sede per il nuovo ospedale del Vco, che ripropone il sito di Piedimulera, già bocciato dai cittadini ne è il plastico esempio. Vediamolo.

Dopo la nascita della provincia del Vco nel 1992, ci si rese conto della necessità di razionalizzare i costi superando l’assetto tripolare ospedaliero per ridurre anche il peso di una allarmante mobilità passiva già al 31% che nel 1998 gravava per 25 mld sui conti dell’Asl Vco.  A questo scopo fu commissionato al Cresa, un centro di ricerca italiano specializzato, uno studio a valenza strategica finalizzato a superare il tripolarismo ospedaliero esistente. Le conclusioni sono contenute nel documento consegnato in regione nel maggio 2000, che indicava come soluzione ottimale un solo ospedale da costruirsi a Gravellona in quanto baricentrica al territorio e la trasformazione dell’ospedale San Biagio in ospedale di comunità, un modello già attivo in diverse regioni italiane. Di questo suggerimento non se ne tenne conto, anzi la regione diede incarico all’Aress regionale di preparare un nuovo piano, reso noto nel 2002, teso a dimostrare che l’area migliore in cui andava costruito il nuovo ospedale non era Gravellona bensì Piedimulera. Una scelta imposta e incomprensibile priva di ogni analisi a suo supporto, che provocò la rivolta del territorio soprattutto perché per il finanziamento dell’opera si contava sulla vendita dei nosocomi esistenti. Un referendum popolare provinciale, celebrato nel 2007, sancì la contrarietà dei cittadini ed il progetto fu abbandonato.

Imporre, dopo 20 anni, la stessa discutibile soluzione, che conserva intatte le medesime criticità di allora e che la relazione del Politecnico non affronta e non può affrontare, in quanto materia squisitamente politica, e che l’amministrazione regionale finge di non vedere, ha il sapore di una vendetta che nulla ha che a vedere con l’interesse dei cittadini. Per questo le responsabilità di questa amministrazione regionale non vanno sottaciute, perché le criticità qui sottoelencate hanno molte probabilità di avverarsi e alcune delle quali sono strutturali senza la possibilità di limitarne i danni di per sé irreversibili. Sarebbe meglio pensarci prima.

Il Politecnico riconosce che Ornavasso è baricentrico all’intero territorio, mentre Piedimulera lo è solo per l’Ossola. Infatti:

• La sua collocazione è a nord, dove risiede 1/3 degli abitanti, e il Politecnico ammette che il sud è svantaggiato. Questi 100mila abitanti svantaggiati, a cui vanno aggiunti i circa 3 milioni di turisti e che hanno la facoltà di scegliere dove andare a curarsi, visto che Piedimulera situato a nord, dista circa 35 km dal capoluogo e 42 km da Borgomanero, saranno tentati di scegliere questa seconda opzione.

• Va considerato che, a questa pur esigua differenza, fa premio la presenza di un Dea di primo livello a Borgomanero, rispetto al secondo livello di Piedimulera, diventa quindi illusorio ridurre la mobilità passiva che oggi, per alcune specialità, supera il 50%. Il conto economico del 2024 registra per l’Asl Vco, un indifferenziato deficit totale della gestione, che supera i 42 ml di euro. 

• Non va nemmeno taciuto il rischio che un ulteriore incremento dei costi relativo a questa “voce”, di per sé fin troppo elevata, e che l’insediamento a Piedimulera rende impossibile ridurre, innescherebbe una nuova spirale negativa pericolosa. Infatti, se il costo fisso dei “team” là operanti viene scaricato su un minor numero di prestazioni, il costo singolo di queste non può che aumentare, ma allo stesso tempo non può che diminuire la sicurezza. Meno interventi uguale meno sicurezza. Questa percezione di insicurezza è ovviamente pericolosa. Quindi al danno economico che la mobilità passiva provoca, va aggiunto il costo “nascosto” che l’ospedale subisce per non poter utilizzare quel “team” che, per questa ragione, rimane inattivo.

• L’area non è servita da un servizio pubblico di trasporto cadenzato che consenta agli anziani che non guidano di arrivarci facilmente, così come non è servito oggi l’ospedale di Domodossola e il presunto sito di Villadossola.

• Senza il trasporto pubblico si è costretti ad usare sempre l’auto. Quindi il trasporto lo si paga di tasca propria, in più gli accompagnatori perderanno ore di lavoro e quindi altri soldi. 

• Avere il Dea là significa che se un paziente necessita di specialisti che lì non ci sono, deve essere trasportato dove questi ci sono, quindi a Borgomanero. Quando e in quali condizioni ci arriva?

• La carenza cronica di personale sanitario consente ai medici di scegliere dove andare a esercitare. Nessuno di buonsenso si candiderebbe per andare in un nosocomio così periferico scomodo a tutti. Se poi ha famiglia e figli neppure ci prova.

•Il Politecnico riconosce che è Ornavasso baricentrico al territorio, ma la collocazione a monte ha reso più facile il giudizio tecnico negativo. Non si spiega perché al Politecnico non è stata chiesta la stessa verifica sulla collocazione nell’area pianeggiante, dopo i lavori di messa in sicurezza degli argini. Una dimenticanza?

• Infine, esiste anche un pericoloso e letale rischio in più. Non è improbabile che i comuni del Cusio, potendolo fare, siano tentati di uscire dall’Asl del Vco per confluire nell’Asl di Novara, un pericolo sventato solo pochi anni fa. La stessa Omegna dista 31 km da Piedimulera e 21 km da Borgomanero. Questo metterebbe a rischio anche la sostenibilità economica e l’organizzazione dei servizi sociali e assistenziali. Quindi, non solo aumenterà la mobilità passiva, ma salterà anche il bilancio socioassistenziale dell’Asl, che significa il ritorno nelle braccia dell’Asl di Novara, con tutti i risvolti negativi per i cittadini, che esso porterebbe in dote. 

Questo è il risultato di una lotta fratricida in nome del campanile fatta sulla pelle dei cittadini che noi come Comitato abbiamo sempre rifiutato di cavalcare, perseguendo invece il fine del “bene comune”. La scelta del sito di Ornavasso risponde a tutte necessità che la soluzione Piedimulera ci nega, a partire del suo inserimento nella rete di trasporto pubblico esistente che collega Verbania a Omegna e le due stazioni ferroviarie di Verbania e Gravellona. La scelta del sito è squisitamente “politica”, soprattutto perché frutto di un processo democratico culminato nel novembre 2015 nella firma del protocollo di intesa dalla maggioranza dei sindaci del Vco autorizzati a farlo dai propri consigli comunali. Certo, Ornavasso non appare la soluzione tecnica migliore, ma il “bene comune” non sempre collima con la scelta tecnica, come in questo caso”.

comunicato stampa

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