(Adnkronos) - Facevano la cresta sui fondi europei e pilotavano appalti alle società informatiche in cambio di cellulari, smart tv e altri device per sé e i propri familiari. Per questo la Procura europea (Eppo) ha chiesto l'arresto di 16 persone, tra docenti universitari, ricercatori, insegnanti e alcuni manager e dipendenti di società informatiche italiani con l'accusa di "corruzione propria e turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente".
L'inchiesta è partita dalla Sicilia ma riguarda anche altre regioni, tra cui la Campania.
L'inchiesta è partita nel 2023 quando fu arrestata Daniela Lo Verde, l'allora dirigente della scuola Falcone dello Zen di Palermo, nota per il suo impegno antimafia, il suo vice e una dipendente dell'azienda R-Store spa. I due hanno già patteggiato una condanna per peculato e corruzione.
Secondo quando emerge dall'inchiesta nuova, coordinata dai sostituti della Procura europea, Calogero Ferrara e Amelia Luise, i docenti indagati avrebbero fatto in modo che gli affidamenti di forniture e servizi (gran parte dei quali con fondi europei) agli enti per cui lavoravano andassero a determinate società informatiche dalle quali ottenevano in cambio cellulari, smart tv, e altri device elettronici, per sé e per familiari e conoscenti.
I pm hanno chiesto la misura cautelare degli arresti domiciliari per Luciano Airaghi (Rho, 56 anni); Enrico Cafaro (Napoli, 64 anni); Claudio Caiola (Napoli, 76 anni); Giuseppe Cangemi (Palermo, 51 anni); Luigi Cembalo (Napoli, 58 anni); Antonio Fedullo (Napoli, 52 anni); Giancarlo Fimiani (Napoli, 66 anni); Roberto Freda (Avellino, 50 anni); Giuseppe Fucilli (Bari, 68 anni); Corrado Leone (Piano di Sorrento, 64 anni); Ettore Longo (Cuneo, 35 anni); Maria Rosaria Magro (Irsina, 64 anni); Cosma Nappa (Aversa, 65 anni); Carlo Palmieri (Napoli, 65 anni); Mario Piacenti (Palermo, 66 anni); Vito Rinaldi (Adrano Irpinio, 33 anni).





