Ossola - 14 marzo 2026, 14:35

Lacrime dal cielo per la messa in ricordo di Vincenzo Simonetta

Motociclisti, amici e clienti si sono stretti stamattina per salutare il macellaio e presidente dei Guzzi Friends: dalla sua macelleria alla chiesa il corteo accompagnato dalla musica che amava

Sembrava che anche il cielo volesse partecipare al dolore dei tanti amici che questa mattina si sono ritrovati in chiesa a Beura Cardezza. Una pioggia battente ha accompagnato la mattinata in ricordo di Vincenzo Simonetta, 63 anni, storico macellaio del paese e presidente dei Guzzi Friends, celebrata questa mattina. Lacrime dal cielo che hanno reso ancora più intenso un momento già carico di emozione: proprio la pioggia, infatti, ha impedito agli amici motociclisti di accompagnarlo con le moto, quelle che erano state una delle grandi passioni della sua vita, assieme alla musica. Un saluto commosso, iniziato davanti alla macelleria che porta il suo nome, luogo di lavoro ma anche di incontro quotidiano per tanti clienti e amici. Da lì è partito il corteo diretto verso la chiesa parrocchiale, accompagnato dalla musica che Vincenzo amava.

Gremita la chiesa: motociclisti, amici di una vita, clienti, persone che negli anni avevano condiviso con lui feste, raduni e momenti semplici. Un affetto tangibile, fatto di presenze silenziose e di ricordi che si intrecciavano tra i banchi.

Nell’omelia, don Paolo ha ricordato il tratto umano di Vincenzo e la capacità di lasciare un segno nelle persone. Ha raccontato anche un episodio personale, quando Vincenzo lo invitò ad ascoltare la musica a casa sua dal suo stereo potente, un momento che il parroco ha definito quasi un’esperienza “mistica”, segno di un entusiasmo e di una passione contagiosa.

Il sacerdote ha poi dato voce al turbamento che attraversa tutti davanti alla morte improvvisa. "Il nostro cuore in momenti come questi è un grande guazzabuglio", ha spiegato, ricordando come la notizia della scomparsa di Vincenzo abbia fatto parlare tutti, riportando alla memoria la sua presenza alle feste, quando arrivava con i suoi salamini e il suo modo diretto e generoso di stare tra la gente.

Davanti alla morte, ha osservato il parroco, il cuore umano grida e cerca qualcuno con cui prendersela: "Eppure - ha detto - in mezzo al dolore resta una certezza, cioè che l’uomo è fatto per qualcosa che non finisce. Per questo la comunità prega per Vincenzo, affidandolo a Dio. Per i credenti, la morte diventa uno stretto passaggio verso qualcosa di più grande, l’incontro con Dio, uno spettacolo inimmaginabile".

La celebrazione si è conclusa con una preghiera semplice e intensa: che il grido di dolore che oggi abita il cuore di amici e familiari possa trovare ascolto. "Il nostro cuore grida aiuto – ha detto don Paolo – ma sappiamo che c’è qualcuno che sente questo grido". E l’affidamento finale è stato proprio per Vincenzo, perché questo momento di sofferenza possa trasformarsi, per chi resta, in una domanda profonda e in una risposta di speranza.

Le ceneri di Vincenzo ora riposano nel cimitero di Beura Cardezza mentre gli amici di sempre, i tanti motociclisti, dopo averlo salutato ancora una volta lo hanno onorato con un brindisi e ascoltando la sua musica. Proprio come avrebbe voluto lui.

Miria Sanzone

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