Attualità - 16 marzo 2026, 15:30

“Vigezzine in Vigezzina”, a Toceno l’omaggio alle donne della storica ferrovia

Nel salone parrocchiale l’incontro con Giacomo “Gim” Bonzani ha raccontato la storia delle capostazione della linea che dal 1912 collega Domodossola a Locarno

Si è svolto nel tardo pomeriggio di sabato 14 marzo, presso il Salone Parrocchiale di Toceno e con un pubblico numeroso nonostante la neve scesa copiosa, l'incontro culturale intitolato “Vigezzine in Vigezzina”, un appuntamento dedicato alla memoria e al ruolo delle donne nella storia della Ferrovia Vigezzina Centovalli.

L'evento, organizzato con l'intento di rendere omaggio alle figure femminili del territorio, ha visto come protagonista Giacomo “Gim” Bonzani, che ha coinvolto i presenti in una conversazione storica dal titolo “Le capostazione della ferrovia Vigezzina”.

Sono state raccontate le vicende e le esperienze di alcune donne che hanno ricoperto un ruolo importante nella gestione delle stazioni di valle del trenino bianco e blu che dal 1912 collega Domodossola alla svizzera Locarno. In particolare l'attenzione è stata rivolta a tre figure significative: Maria Rizzi De Sena, capostazione a Masera, Erminia Martinetti Landoni, capostazione a Druogno e Nene Cerutti, capostazione a Malesco.

Attraverso aneddoti, ricostruzioni storiche, fotografie e testimonianze, è stato possibile conoscere meglio il contributo di queste donne che, in anni non sempre semplici, seppero affermarsi in ruoli tradizionalmente maschili, diventanto dei veri e propri punti di riferimento per la comunità. Le capostazione gestivano in modo completo la vita della stazione, assumendosi responsabilità operative quotidiane: regolavano gli incroci dei treni attraverso gli scambi, azionavano a mano le sbarre dei passaggi a livello e garantivano il corretto svolgimento del servizio ferroviario.

Un lavoro, quello svolto dalle vigezzine, eseguito con precisione e dedizione. Tutto questo avveniva spesso in parallelo alla vita familiare, poiché molte erano madri e gestivano la casa e i figli, riuscendo a conciliare quotidianamente lavoro e famiglia. Altre figure femminili che in passato hanno fatto parte della storia del trenino della Vigezzina sono state: Maria Minoggio, Erminia Barazzetti, Margherita Malavolti, Germana Bresciani, Romilde Cavalli, Antonietta Polini, Antonietta Barazzetti, Ercolina Besana, Evelina e Maria Locatelli, Giuseppina Ferrari, Carla Montrucchio, Fernanda Benigni, Margherita Giovanna e Anna Guglielmetti.

"Le figure femminili che il viaggiatore di un tempo più ricorda, poiché apparivano puntuali ad ogni arrivo e partenza di treno, sono quelle di Anna “Nene” Cerutti, Erminia “Nini” Martinetti Landoni e Maria Rizzi, capostazione rispettivamente di Malesco, Druogno e Masera, entrate in organico il 2 marzo 1965, pur essendo già in servizio negli anni precendenti in qualità di “assuntrici”, di appaltatrici", scriveva Benito Mazzi nel suo libro Ferrovia Vigezzina - Una storia di uomini.

Da quegli anni di tempo ne è passato, ma anche oggi le esponenti femminili nei vari ruoli che offre la società che ha in gestione la Ferrovia sono molteplici: Federica Poli, Silvia Tognetti, Alessandra Ruffato, Maria Rosa Francia, Sabrina Fradelizio, Chiara Canzio, Ilaria Ciani, Sara Monteforte, Valeria Claisen e Chiara Cappellaguzzi. L'incontro, che si è inserito in un momento di riflessione dedicato al valore della presenza femminile nella storia locale nel mese dedicato alle donne, sarà riproposto nei prossimi mesi per ricordare queste speciali donne vigezzine.

Francesca Pinto

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