Non si è fatta attendere la risposta degli organizzatori della manifestazione “Eostre” - in programma il 21 e 22 marzo a Vogogna - alla lettera loro inviata dal parroco don Nicola Salsa, nella quale si sottolinea che “alcune pratiche magico-divinatorie previste dalla manifestazione sono contrarie alla fede cristiana”. A replicare, per fare chiarezza, è l’Unione Comunità Neopagane, con tutte le realtà che ne fanno parte, compreso il gruppo “Il Calice e la Lancia”, promotore dell’evento. Di seguito il testo completo della lettera aperta indirizzata al parroco.
“In questi giorni abbiamo letto la lettera con cui il parroco di Vogogna ha espresso pubblicamente la propria contrarietà alla manifestazione “Eostre”, promossa dal gruppo Il Calice e la Lancia il 21 e 22 marzo a Vogogna. Riteniamo doveroso intervenire, con chiarezza e senza spirito di polemica, per tutelare la verità dei fatti, la dignità delle realtà coinvolte e un principio che appartiene a tutti: la libertà di coscienza, di religione e di culto, garantita dall’ordinamento italiano. Il primo punto da chiarire è molto semplice: Il Calice e la Lancia è una realtà che si colloca nell’ambito del neopaganesimo e del neodruidismo contemporanei e non ha mai nascosto la propria identità. Non vi è stata alcuna ambiguità, né alcun tentativo di travestire altro da ciò che è. La manifestazione è stata presentata pubblicamente per quello che è: un evento aperto, con mercatini e bancarelle artigianali, laboratori tematici, conferenze e divulgazione storica, campi storici, esibizioni musicali, concerto serale. Senza nessuna attività specificamente rituale, né tantomeno di proselitismo.
Proprio per questo sorprende il tono allarmistico utilizzato nella lettera del parroco, che sembra voler suggerire che la sola presenza pubblica di realtà religiose diverse dal cattolicesimo costituisca di per sé un problema. In uno Stato laico, pluralista e costituzionale, non è così. La libertà religiosa vale per tutti, non soltanto per le confessioni maggioritarie. Occorre anche correggere alcune inesattezze storiche contenute nel testo diffuso. Il nome “Eostre” non coincide semplicemente con “una festa wiccan”: è anzitutto un nome attestato nella riflessione storicoreligiosa a partire da Beda, autore cristiano, che lo collega a una possibile figura primaverile del mondo germanico. Che su questi temi esistano letture diverse è normale; trasformare però questa complessità in una caricatura polemica non aiuta la comprensione reciproca. Allo stesso modo, definire il neodruidismo in modo riduttivo come una costruzione artificiale contrapposta al cristianesimo è un modo superficiale di affrontare un fenomeno religioso e culturale molto più articolato. Come molte spiritualità moderne, esso ha avuto sviluppi storici differenti, con componenti simboliche, filosofiche, naturalistiche e religiose. Ridurlo a una formula liquidatoria significa non voler capire, prima ancora che non condividere.
Quanto poi al richiamo alla dottrina cattolica sulla divinazione, esso riguarda ovviamente i fedeli cattolici e il giudizio interno della Chiesa sulle pratiche non conformi alla propria visione teologica. Astrologia e tarocchi sono pratiche diffuse su tutto territorio nazionale e i tarocchi stessi sono un sistema simbolico di origine italiana. Nessuno contesta al parroco il diritto di esprimere la posizione della propria confessione. Ciò che contestiamo è il passaggio ulteriore: presentare pubblicamente pratiche diffuse e percorsi culturali altrui come se fossero, per loro natura, qualcosa da cui la cittadinanza tutta debba essere messa in guardia. Questo non è dialogo: è delegittimazione.
Ancor più problematico è insinuare che vi sia una sorta di mescolanza volutamente ingannevole tra folklore, cultura e spiritualità. Le tradizioni neopagane, druidiche e wiccan contemporanee hanno da sempre anche una dimensione simbolica, culturale, stagionale e comunitaria. Non c’è nulla di occultato o di dissimulato in questo: è la natura stessa di molte tradizioni religiose vivere insieme festa, memoria, rito, arte, relazione con i cicli naturali e con il territorio. Relazione a cui anche molte feste patronali cattoliche non sono estranee. Ricordiamo inoltre che nel Castello di Vogogna è conservata la cosiddetta testa di Dresio, interpretata come rappresentazione di una divinità celtica; una copia della stessa testa è inoltre visibile anche presso la fontana del paese. Colpisce quindi che si guardi con sospetto a una manifestazione che in alcuni tratti si ispira alla cultura pagana e neopagana proprio in un territorio che conserva, nella propria memoria storica e simbolica, testimonianze di culti e rappresentazioni precristiane.
Per questo motivo respingiamo con decisione ogni narrazione che presenti la manifestazione come una minaccia o come una forma di confusione ai danni delle famiglie e dei bambini. Le famiglie hanno diritto di scegliere liberamente se partecipare o meno a un evento pubblico, e i cittadini hanno diritto a un’informazione corretta, non a rappresentazioni allarmistiche. Nel 2026 ci aspetteremmo, da parte di tutti, un atteggiamento più maturo: non la pretesa di approvare le spiritualità altrui, ma almeno la capacità di riconoscerne il diritto all’esistenza, alla parola pubblica e alla presenza civile articolata culturalmente. Il confronto interreligioso non si costruisce cancellando le differenze, ma neppure demonizzandole.
Noi ribadiamo quindi tre cose molto semplici. La prima: “Eostre” è una manifestazione legittima, pubblica e trasparente. La seconda: le realtà neopagane e neodruidiche hanno piena dignità di espressione nel quadro della libertà religiosa italiana. La terza: il dissenso teologico è legittimo; la delegittimazione pubblica di una minoranza religiosa, no. Restiamo disponibili a un confronto serio, rispettoso e documentato, se davvero lo si desidera. Ma rifiutiamo che si torni a descrivere come sospetto, pericoloso o ingannevole tutto ciò che non rientra nell’orizzonte della religione maggioritaria”.





