Nel Verbano Cusio Ossola la carenza di medici di famiglia assume dimensioni ancora più rilevanti: sono circa 20.000 i cittadini senza medico di base, distribuiti tra Verbano, Ossola e Cusio.
Un dato che riflette una criticità strutturale, confermata anche dal report della Fondazione Gimbe, secondo cui in Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale, con carenze diffuse in quasi tutto il Paese.
Applicando il parametro di riferimento di un medico ogni 1.200 assistiti, nel Vco servirebbero circa 17 nuovi medici per coprire il fabbisogno. Anche considerando carichi medi più elevati (1.500 assistiti per medico), resterebbe comunque una necessità di almeno 13-14 professionisti.
Il problema è aggravato da un saldo negativo tra pensionamenti e nuovi ingressi: nell’ultimo bando sono stati assegnati solo due medici, uno per il Verbano e uno per il Cusio, a fronte di numerose uscite.
Nel frattempo, i carichi di lavoro continuano a crescere: in alcune aree si superano anche i 1.800 assistiti per medico, rendendo sempre più difficile garantire tempi adeguati di cura e assistenza.
Per contenere la situazione, l’Asl Vco ha attivato ambulatori dedicati a Verbania e Piedimulera per i cittadini senza medico. Parallelamente, è in corso il lavoro per la realizzazione delle Case della Comunità, che dovranno rafforzare la rete territoriale.
Sul fronte del reclutamento, l’azienda sanitaria ha avviato un confronto con l’Ordine dei Medici e i sindacati per rendere più attrattivo il territorio, anche attraverso un collegamento tra la sede formativa di Verbania e quella di Torino.
Resta però il nodo strutturale evidenziato da Gimbe: la professione è sempre meno attrattiva, soprattutto nelle aree periferiche e montane. Un fattore che, unito all’invecchiamento della popolazione e all’aumento delle patologie croniche, rischia di aggravare ulteriormente la situazione nei prossimi anni.
Senza un intervento organico, il rischio è che la carenza di medici di famiglia diventi una condizione stabile, con conseguenze dirette sull’accesso alle cure e sulla qualità dell’assistenza per i cittadini, in particolare per le fasce più fragili.





