Politica - 30 marzo 2026, 17:15

Affidamento di minori, Capristo chiede ''maggiore trasparenza e controllo sulle decisioni dei servizi sociali''

Domodossola, il consigliere comunale di Partecipazione Attiva solleva dubbi sul sistema degli allontanamenti e chiede trasparenza sui criteri

Affidamento di minori, Capristo chiede ''maggiore trasparenza e controllo sulle decisioni dei servizi sociali''

Il tema degli affidamenti di minori è tornato al centro del dibattito in Consiglio comunale grazie a un’interrogazione presentata dal gruppo consiliare "Partecipazione Attiva". Il consigliere Domenico Capristo ha chiesto chiarimenti sugli allontanamenti dai nuclei familiari che, secondo alcune segnalazioni, potrebbero essere motivati da difficoltà economiche delle famiglie di origine.

Capristo ha sottolineato la necessità di maggiore trasparenza e controllo sulle decisioni dei servizi sociali, evidenziando come, in alcuni casi, i minori vengano affidati a strutture convenzionate senza un reale contraddittorio e senza un’adeguata valutazione del contesto familiare. “Non si tratta di demonizzare gli operatori”, ha precisato, “ma il sistema rischia di diventare autoreferenziale, poco trasparente e, in alcuni casi, ingiusto”. Il consigliere ha inoltre sollevato il tema dei costi elevati per gli affidamenti esterni, sostenendo che in alcune situazioni sarebbe preferibile supportare economicamente le famiglie lasciando i bambini nel loro contesto originario.

L’interrogazione comprendeva sei quesiti specifici: dal numero di minori affidati negli ultimi cinque anni alle motivazioni economiche alla base dei provvedimenti, dagli interventi di sostegno attivati prima dell’allontanamento all’efficacia degli strumenti di prevenzione, fino alla disponibilità di dati dettagliati sulle procedure adottate dal Comune.

In risposta, l’assessore Antonella Ferraris ha chiarito che negli ultimi cinque anni nessun minore è stato allontanato per motivi economici. Tra il 2021 e il 2025, i casi di allontanamento sono stati dodici: quattro affidamenti eterofamiliari, uno intrafamiliare, tre minori inseriti in comunità educativa, tre in comunità terapeutica con la madre, mentre tre minori hanno già fatto rientro nel nucleo d’origine. “Ogni provvedimento è preso nell’interesse del minore e non vi sono situazioni legate a difficoltà economiche della famiglia”, ha aggiunto Ferraris, ribadendo l’impegno del Comune nella tutela dei minori e nel sostegno alle famiglie in difficoltà.

a.f.

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