Si è svolta il 26 marzo, in Valle Loana, un’esercitazione pratica dedicata allo studio e alla prevenzione del rischio valanghe, organizzata dalla Commissione Valanghe dell’Unione Montana Valle Vigezzo, presieduta da Paolo Giovanola.
La giornata è stata coordinata dal vicepresidente della Commissione Locale Valanghe, Domenico Bottinelli, insieme a Mariano Melloni, esperto di neve e valanghe, al tenente colonnello Andrea Baldi con i Carabinieri Forestali del Parco Val Grande (servizio Meteo mont), al Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Domodossola, al gruppo nivologi Est Monterosa e al Servizio Valanghe Italiano del Cai, oltre a numerosi altri esperti del settore.
Nel corso dell’esercitazione sono stati effettuati rilievi stratigrafici del manto nevoso, con l’analisi dei diversi strati: dalla tipologia e dimensione dei cristalli alla temperatura, dal contenuto d’acqua fino al peso e alla durezza della neve. Sono stati inoltre eseguiti test di stabilità attraverso prove di carico, anche simulando il passaggio di uno sciatore. Si tratta di un’attività fondamentale per migliorare le tecniche operative e favorire il confronto tra professionisti, contribuendo a rendere sempre più uniformi e affidabili le procedure di analisi e intervento.
I dati raccolti durante queste giornate vengono utilizzati per la redazione del bollettino valanghe delle valli del Vco, uno strumento essenziale per la prevenzione degli incidenti in montagna.Particolare attenzione è stata inoltre rivolta agli effetti dei cambiamenti climatici, che stanno modificando le dinamiche della neve: dall’aumento delle temperature medie stagionali alle precipitazioni nevose anche in periodi avanzati dell’inverno, talvolta fino alla primavera. Le recenti abbondanti nevicate hanno infatti innalzato il livello di attenzione non solo in quota, ma anche nei fondovalle.
Queste attività hanno anche lo scopo di unire tutte le forze in campo, con l’obiettivo di mettere in atto strategie preventive a tutela dell’incolumità delle persone, sia lungo la viabilità stradale sia nelle zone antropizzate, senza dimenticare chi frequenta la montagna per turismo.




















