Fondazione Canova con la stagione 2026 - che segna i suoi primi 25 anni - guarda al futuro con una serie di ospiti eccellenti al Villaggio laboratorio di Ghesc, nel cuore delle Alpi. Qui si incontreranno studenti e docenti delle più prestigiose Università d’Oltralpe nel segno del progettare l’abitare sulle montagne negli anni a venire.
Di ritorno dal “Kick off meeting” per il progetto Paesalp (Paesaggi Alpini - Tracce di pietra, legami di comunità tra Italia e Svizzera, il 23 marzo col Politecnico di Milano, Polo territoriale di Lecco) l’équipe di Fondazione Canova torna ad occuparsi dell’Interreg che la vede impegnata all’interno del ciclo di attività nell’ambito del progetto BlitzArt - Interreg Italia–Svizzera, Abitare le Alpi.
Cos’è BlitzArt. La Fondazione Canova è partner del progetto transfrontaliero BlitzArt, iniziativa internazionale finanziata dal Programma di Cooperazione Interreg Italia–Svizzera 2025–2027 e dedicata alla valorizzazione del patrimonio culturale e naturale delle Alpi attraverso l’arte e la ricerca. Guidato dall’Associazione Musei dell’Ossola, il progetto coinvolge istituzioni italiane e svizzere tra cui l’Università del Piemonte Orientale, l’Ente di Gestione delle Aree Protette dell’Ossola, il Comune di Naters e il World Nature Forum, museo dedicato alle Alpi svizzere Jungfrau-Aletsch, sito Unesco.
Dal 26 aprile al primo maggio.
In questo contesto si colloca la collaborazione con l’École Polytechnique Fédérale de Lausanne (Epfl) eccellenza mondiale nel campo accademico e dell’innovazione tecnologica. L’occasione sarà la Enac Week 2026: programma interdisciplinare che coinvolge studenti di architettura, ingegneria civile e ambientale. Dal 26 aprile al 1° maggio 2026, gli studenti saranno impegnati tra Domodossola e il Villaggio Laboratorio di Ghesc a Montecrestese (Piemonte, Provincia Vco), partecipando ad attività pratiche di costruzione in pietra, visite a cave e momenti di approfondimento dedicati alla cultura materiale della pietra e al suo ruolo nelle strategie di costruzione sostenibile. Spiega il presidente di Fondazione Canova, Maurizio Cesprini: «Questo percorso nasce con l’obiettivo di approfondire alcuni aspetti specifici dell’architettura in pietra, con particolare attenzione ai materiali lapidei e alle tecniche di rinforzo strutturale, temi centrali per la comprensione del costruito storico alpino. At-traverso queste attività intendiamo contribuire a una lettura più consapevole delle strutture edilizie esistenti, fondamentale per orientare interventi di recupero rispettosi e sostenibili. Allo stesso tempo, la collaborazione rappresenta un’importante occasione per rafforzare il dialogo e lo scambio di competenze con la vicina Svizzera, consolidando una rete di relazioni inter-nazionali che riteniamo essenziale per affrontare in modo condiviso le sfide legate alla conservazione del patrimonio alpino».
Dal 6 al 9maggio.
Sempre nel contesto delle collaborazioni con le Università, il Villaggio laboratorio di Ghesc ospiterà dal 6 al 9 maggio alcuni studenti dell’Università degli Studi di Milano del corso di Geografia, Ambiente e Territorio sperimentando un approccio diretto al paesaggio unendo la pratica alla teoria.
Dal 26 al 29 maggio.
Un altro appuntamento con il futuro dei “Abitare le Alpi” sarà con gli studenti di una delle più grandi istituzioni di ricerca ed istruzione della Germania. I docenti e gli studenti del Karlsruher Institut fur Technologie (Kit) saranno ospiti di Fondazione Canova al Villaggio Laboratorio di Ghesc dal 26 al 29 maggio workshop per riflettere sul ruolo della ricerca e della formazione nei processi di rigenerazione dei borghi Alpi.
L’importanza di guardare al futuro, il presidente di Fondazione Canova, Maurizio Cesprini: «Occuparsi di architettura storica oggi significa soprattutto guardare avanti. Il nostro lavoro nasce dalla convinzione che non possa esistere conser-vazione senza conoscenza e che il patrimonio alpino debba essere interpretato come una risorsa attiva, capace di dialogare con le sfide contemporanee. Eccellenze universitarie e una rete locale sempre più ampia di persone interessate al recupero del patrimonio storico si incontrano in uno spazio di confronto tra approcci, discipline e culture diverse. A Ghesc, studenti e docenti sono chiamati a misurarsi direttamente con la materia, con il costruito esistente e con il paesaggio. È in questa dimensione concreta che si costruisce una nuova consapevolezza progettuale, capace di coniugare tradizione e innovazio-ne. Crediamo che il futuro dell’abitare nelle Alpi passi proprio da qui: dalla capacità di mettere in relazione saperi locali e ricerca internazionale, costruendo modelli sostenibili e replicabili per la rigenerazione dei territori».






