Si avvicina il 1° maggio e con esso la Festa dei Lavoratori. Cgil, Cisl e Uil tornano dunque nelle piazze per la consueta manifestazione, occasione per far sentire la propria voce e mettere in luce difficoltà, richieste e criticità. Corteo in partenza, nella giornata di venerdì, anche a Verbania: il titolo è “Lavoro dignitoso. Contrattazione nuove tutele e nuovi diritti per l’Italia che cambia nell’era dell’intelligenza artificiale”.
“Non solo un titolo - spiega Michele Piffero, segretario generale Cgil Novara e Vco - ma uno slogan che racconta problemi reali che ogni giorni le persone affrontano anche nel nostro territorio. Parlare di lavoro dignitoso significa pensare a migliaia di lavoratrici e lavoratori che quotidianamente hanno a che fare con diverse realtà: i giovani, che sempre più spesso lasciano la loro terra per cercare opportunità migliori; le donne che devono fare i conti con gap salariali, poca stabilità e meno possibilità di carriera; i lavoratori delle aziende in crisi, che combattono per mantenere il proprio posto di lavoro senza veder riconosciuto il loro valore; i lavoratori pubblici tra una costante situazione di precariato (soprattutto gli insegnanti e il personale scolastico) e una cronica mancanza di organico (in particolare nei comparti di sanità e giustizia) che li costringe a ritmi e turni massacranti. Il nostro obiettivo è quello di rimettere al centro il lavoro stabile attraverso una visione strategica e di sviluppo industriale per il Paese”. Tra le criticità emerse, spicca anche la trasformazione tecnologica delle imprese: "Le nuove tecnologie, e in particolare l'intelligenza artificiale, possono essere un'enorme opportunità, ma senza regole precise di rischia di scaricare i costi sui lavoratori, peggiorando le loro condizioni di lavoro".
Tutte situazioni che sono ben evidenti in un territorio come quello del Verbano Cusio Ossola, che negli ultimi anni sta attraversando un periodo decisamente complesso. “Il Vco soffre di una situazione ormai strutturale di iperprecariato - sottolinea Piffero -. Manca totalmente un piano di sviluppo industriale, la sanità vive un momento di totale emergenza e il mercato del lavoro è in difficoltà”. Basti pensare che, per quanto riguarda le nuove assunzioni, nell’ultimo anno il 90% dei contratti sono precari. “Non stupisce - prosegue il segretario della Cgil - che molti lavoratori decidano di lasciare la provincia: tra frontalieri e pendolari, circa 12mila persone ogni giorno si allontanano dal Vco per andare a lavorare. Tra i giovani, per uno che decide di rimanere altri quattro cercano lavoro fuori provincia o all’estero”. A ciò si aggiunge anche il problema del ricambio generazionale: il Vco ha una popolazione anziana, con il 28% di over 60 (contro il 24% a livello nazionale, con l’Italia che è un paese già considerato anziano).
Conclude Piffero: “Quello che si delinea osservando questi dati è un quadro decisamene complesso. Allo stato attuale delle cose, nel Verbano Cusio Ossola mancano prospettive reali per il futuro. Ed è su questo che lavoreremo”.





