A Montecrestese c’è una presenza che vale più di mille racconti sulla vita di montagna. Si chiama Anita Molini, è nata nel 1926 e, a quasi cent’anni, continua a lavorare la terra come ha sempre fatto. Nel suo orto di Altoggio la si vede ancora piegata a piantare patate, con la stessa pazienza e la stessa determinazione di una vita intera trascorsa seguendo i ritmi della natura.
Non è solo un’abitudine, né un semplice lavoro agricolo. È un gesto che parla di radici profonde, di cultura contadina, di un legame autentico con il territorio che non si è mai spezzato. Anita coltiva come se il tempo non avesse mai cambiato le regole essenziali della montagna: costanza, fatica, rispetto per la terra.
E proprio quelle patate, frutto di un impegno quotidiano, non sono destinate soltanto alla sua tavola. Diventano parte di qualcosa di più grande: la Sagra della Patata. Anita è una presenza storica e insostituibile della manifestazione.
"Non ha mai saltato un’edizione - spiega Guido Tomá presidente della Pro Loco di Montecrestese - e anche quest’anno, con la semplicità di chi non cerca applausi, ha già confermato la sua partecipazione".
Il suo “Io ci sarò” vale infatti più di mille discorsi. E il suo posto, alla sagra, non è sul palco, ma dietro le quinte, tra i volontari. Col coltellino in mano, pronta a pelare patate per gli gnocchi che ogni anno attirano tantissime persone. Un lavoro silenzioso, paziente, ripetuto per ore, che lei affronta con naturalezza, come se fosse la cosa più normale del mondo.
"In Anita convivono passato e presente - prosegue Tomá - mentre i più giovani si occupano dell’organizzazione e del servizio, lei rappresenta la memoria viva della tradizione: la manualità, l’esperienza, lo spirito autentico di chi ha imparato a fare le cose con cura e senza fretta. Vederla ancora attiva e sorridente nel suo orto è una lezione semplice ma potente, fatta di dedizione e amore per la propria gente".
Il suo centesimo compleanno, che arriverà a settembre, renderà l’edizione di quest’anno ancora più significativa. La Sagra della Patata non sarà soltanto una festa, ma anche l’occasione per celebrare una donna che quel territorio lo incarna davvero: con il lavoro, con la costanza e con un esempio che continua a parlare a tutti.



















