Ossola - 17 maggio 2026, 09:54

A Colloro rinasce il forno del paese: il pane torna simbolo di comunità e memoria FOTO

Nella frazione di Premosello-Chiovenda la Festa di San Gottardo rinnova un’antica tradizione collettiva tra pane di segale, processioni e condivisione, riportando in vita il vecchio forno comunitario dopo oltre cinquant’anni.

La Festa di San Gottardo riunisce la comunità della frazione di Premosello-Chiovenda attorno a un’antica tradizione recuperata grazie ai giovani del paese e alla coltivazione della segale.

A Colloro, frazione montana di Premosello-Chiovenda, il pane continua a raccontare storie di comunità, tradizioni e appartenenza. In occasione della Festa di San Gottardo, celebrata il 4 maggio, il paese ha rinnovato uno dei suoi riti più antichi: la preparazione collettiva del pane nel vecchio forno comunitario tornato in funzione dopo oltre mezzo secolo.

Il recupero del forno è nato tre anni fa grazie all’iniziativa di alcuni giovani del territorio che hanno deciso di riportare in vita una tradizione profondamente legata alla storia del paese. Un gesto che ha restituito centralità non solo al forno, ma anche ai valori della collaborazione e della condivisione.

La preparazione del pane accompagna ogni anno la festa del patrono San Gottardo. Il giorno precedente alla celebrazione gli abitanti si ritrovano per impastare e cuocere le pagnotte, mentre il 4 maggio il pane viene benedetto durante la messa nella piccola chiesa del paese e poi distribuito ai partecipanti al termine della processione lungo le antiche mulattiere.

Secondo la tradizione, una fetta del pane benedetto deve essere conservata in casa come segno di protezione per la famiglia e l’abitazione. Quest’anno sono state preparate circa cento pagnotte con un impasto a base di segale e grano.

Proprio la segale rappresenta un altro simbolo della rinascita di Colloro: tornata a essere coltivata da alcuni anni, richiama il forte legame della comunità con la montagna e con le proprie radici contadine.

La festa continua così a coinvolgere non solo gli abitanti del borgo, ma anche persone provenienti dai paesi vicini, molte delle quali scelgono ancora oggi di raggiungere Colloro a piedi, mantenendo viva una tradizione che custodisce il territorio e rafforza il senso di comunità.

Benedetta Mostratisi

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