Politica - 19 maggio 2026, 10:35

Borghi: “Nel Vco la sanità paga il conto del populismo”

Il senatore ossolano: "L'Asl fa segnare una perdita di 46 milioni, ma ad una maggiore spesa non segue un aumento della qualità"

Enrico Borghi

Enrico Borghi

Il populismo presenta sempre il conto, e nel Vco in materia sanitaria è sotto forma di maggiori costi e minori servizi. È questo il senso dell’intervento che il senatore Enrico Borghi, vicepresidente di Italia Viva, sviluppa in materia di sanità, affidando le sue considerazioni alla consueta rubrica quindicinale che tiene sulle pagine della Stampa Diocesana Novarese.

La presa di posizione del parlamentare ossolano arriva nella settimana in cui sono emersi i dati di bilancio dell’Asl Vco, che presenta un “rosso” in aumento, ed è esplosa la vicenda del reparto di urologia del San Biagio di Domodossola. Ecco le sue considerazioni: “Ci risiamo. Maggio non è solo il mese delle rose e, per chi crede, della Vergine Maria, ma è anche quello in cui nelle regioni italiane si tirano i conti della sanità. E i conti, in Piemonte, non tornano. Il disavanzo schizza e sale, passando da 203 a 209 milioni di euro (con sei milioni di più rispetto alle stime fatte a marzo). Ma, soprattutto, da un lato un trend che sembra impazzito e dall’altro il paradosso che ad un maggiore spesa corrisponde una diminuzione di servizi e reparti. Il passivo generale delle aziende sanitarie piemontesi, infatti, passa dal disavanzo di 160 milioni di fine 2023 ai 184 milioni di fine 2024, fino ad arrivare ora al tetto di 209 milioni. Mentre sul territorio del Vco si palpa con mano il ritiro progressivo della sanità pubblica e delle sue capacità prestazionali. Ancora sanguinano, infatti, le ferite aperte della vicenda “punto nascite” di Domodossola, ed arriva come un fulmine a ciel sereno la notizia che l’Asl Vco ha disposto una “riorganizzazione temporanea” del reparto Urologia del San Biagio di Domo sospendendo la reperibilità h24, i ricoveri ordinari e gli interventi chirurgici che richiedono continuità assistenziale specifica a causa della mancanza di medici (gettonisti).”

“E in questo quadro - prosegue Borghi - il Vco sembra la tempesta perfetta. L’Azienda Sanitaria Locale con sede a Omegna, infatti, fa segnare una perdita di esercizio di 46 milioni (+ 4 milioni rispetto al 2024), ma come si vede a questa maggiore spesa non segue un aumento delle prestazioni e della qualità dell’assistenza. Al contrario, la nostra azienda sanitaria locale, oltre a veleggiare tra le quote della perdita (che tocca tutte le Asl piemontesi, nessuna esclusa, altro elemento di patologia del sistema!) spicca anche per il costante aumento della mobilità passiva verso fuori regione. Nel 2024, infatti, la differenza attiva su passiva del territorio lepontino ha avuto un altro buco (pari a 1.784.897 euro), contribuendo al passivo totale piemontese di 24.152.916 euro. Insomma, si paga gli altri perchè non siamo in grado di garantire i servizi. Ma così anziché su infrastrutture e qualità (nostre) , semplicemente paghiamo altri a piè di lista.”

Conclude il parlamentare: “Il risultato - per ora - è una sforbiciata nella variazione di bilancio in regione Piemonte per garantire i conti: tagliati 44 milioni dal capitolo istruzione e diritto allo studio, 23 milioni dai trasporti, 32 milioni dal welfare, e si rinvia il pagamento della quota capitale dei mutui spostando avanti il problema. È il prezzo della demagogia e del populismo: quando dieci anni fa qualcuno diceva che il sistema sanitario pubblico del Vco non avrebbe retto in assenza di ospedale unico e riordino medicina territoriale, c’è chi si è fatto una fortuna politica da un lato e una fortuna professionale dall’altro contestando e bloccando l’inevitabile riforma e puntando sul mantenimento conservativo di un sistema inefficiente. Ma come si dice in America, non esistono pasti gratis. E il conto è arrivato”.

Redazione

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