Questa mattina l’ex Maresciallo dei Carabinieri Maurizio Pillitteri è stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere della Repubblica Italiana, riconoscimento conferito a chi si è distinto per meriti professionali, civili e umani al servizio della collettività.
Per Pillitteri, 43 anni, si tratta di un traguardo che arriva nel pieno di un percorso intenso e articolato, ma ancora tutto in divenire, costruito nel segno del servizio, del senso del dovere e dell’attenzione verso le persone. Un cammino iniziato nell’Esercito Italiano, dove ha prestato servizio dal 2002 al 2005 partecipando anche alle missioni internazionali “Sfor” ed “Eurofor” in Bosnia-Erzegovina, distinguendosi non solo nelle attività operative di peacekeeping ma anche negli interventi di assistenza umanitaria e sanitaria alle popolazioni locali, in collaborazione con la Croce Rossa Italiana.
Successivamente il passaggio nell’Arma dei Carabinieri, dove ha prestato servizio fino al giugno del 2022, congedandosi volontariamente con il grado di Maresciallo Ordinario. L’ultimo incarico ricoperto è stato quello di comandante in sede vacante della Stazione Carabinieri di Villadossola, ruolo che lo ha visto impegnato nel coordinamento delle attività investigative, della sicurezza pubblica e nella gestione del personale, mantenendo costanti rapporti con istituzioni civili, militari e religiose del territorio.
Nel corso degli anni Pillitteri ha preso parte a numerose attività investigative legate a reati contro il patrimonio, la persona e la pubblica amministrazione, ma accanto all’attività operativa ha sempre dato particolare importanza al rapporto umano e alla vicinanza alla comunità. Tra le esperienze che ricorda con maggiore intensità ci sono gli anni della pandemia, quando insieme ai colleghi e ai Comuni del territorio contribuì alla distribuzione di beni di prima necessità, materiale igienizzante e supporto concreto alle persone più fragili tra Villadossola, Pallanzeno, Montescheno e Borgomezzavalle. Fondamentale anche il lavoro svolto nelle scuole del territorio, con incontri dedicati alla promozione della legalità, del rispetto delle regole e della convivenza civile rivolti agli studenti degli istituti superiori e delle scuole medie ossolane.
"Ho imparato che spesso la prima forma di aiuto è fermarsi ad ascoltare" racconta Pellitteri ripensando agli anni trascorsi in divisa. Un principio che continua a guidarlo anche oggi nella nuova attività professionale intrapresa dopo il congedo volontario. Parallelamente al servizio nell’Arma, infatti, Pillitteri ha investito molto nella formazione personale, conseguendo la laurea magistrale in Giurisprudenza all’Università Carlo Cattaneo Liuc di Castellanza e svolgendo esperienze formative in ambito legale e assicurativo.
Dal 2022 opera come consulente finanziario e patrimoniale per Banca Mediolanum, occupandosi di consulenza per clientela privata e aziendale. Una scelta di cambiamento maturata con determinazione, senza però mai abbandonare quei valori appresi negli anni in uniforme.
"Il servizio allo Stato non finisce con il congedo: cambia semplicemente modalità - sottolinea Pellitteri, che continua a dedicarsi anche ad attività di volontariato e iniziative benefiche. L’onorificenza ricevuta assume per lui un significato particolarmente profondo proprio perché riconosce non soltanto il percorso professionale, ma soprattutto un modo di vivere il rapporto con gli altri e con la comunità.
"Quando l’ho saputo sono rimasto profondamente colpito, non me l’aspettavo. Ho provato un’emozione intensa e ho riflettuto sul percorso che ho fatto. Ricevere questo riconoscimento il 2 giugno, davanti alle istituzioni civili e militari, rappresenta un’emozione difficile da descrivere. Lo vivo con gratitudine e con grande umiltà" afferma.
Una carriera costruita tra disciplina, responsabilità e spirito di servizio: "Questo riconoscimento ha per me un valore profondo, forse ancora più grande proprio perché il mio percorso nelle Forze Armate non è stato lunghissimo, ma è stato intenso e formativo. Ho iniziato nell’Esercito, dove ho prestato servizio anche all’estero in teatro operativo: un’esperienza che mi ha segnato nel carattere e nel senso del dovere. Successivamente ho servito nell’Arma dei Carabinieri, in diverse regioni d’Italia, soprattutto in Piemonte, portando avanti gli stessi valori di disciplina, responsabilità e vicinanza alle persone. Quattro anni fa, dopo aver completato un percorso universitario in ambito giuridicoeconomico, ho scelto volontariamente di intraprendere una nuova strada professionale in un importante istituto bancario italiano, ma i valori appresi in uniforme non mi hanno mai lasciato. Per questo l’onorificenza di Cavaliere rappresenta per me un riconoscimento che va oltre i singoli ruoli ricoperti: è un tributo a un modo di vivere il servizio nella comunità che continua ad accompagnarmi ogni giorno, soprattutto nella mia vita professionale attuale".
Quella di Pillitteri è infatti anche la storia di una persona che ha saputo rimettersi in gioco, investire nella propria formazione e intraprendere una nuova strada professionale portando con sé i valori maturati negli anni al servizio dello Stato. "Il valore che più di ogni altro porto con me della mia esperienza nell'Arma è l’attenzione verso il prossimo - racconta - Ho imparato che anche il gesto più piccolo può aiutare chi ti sta di fronte, può alleggerire un momento difficile o far sentire una persona meno sola. È un modo di essere che non si perde quando si lascia la divisa: resta dentro, nel modo di vivere e di relazionarsi con gli altri. Accanto a questo, continuo a sentire il forte senso del dovere, l’amore per la patria, la lealtà e la responsabilità verso la comunità. Sono principi che guidano le mie scelte quotidiane, anche oggi in un contesto professionale diverso. Negli anni, le attività benefiche e il volontariato sono diventati parte integrante della mia vita. In forme diverse, cerco sempre di restituire qualcosa alla comunità, perché credo che il servizio allo Stato non finisca con il congedo: cambia semplicemente modalità. L’importante è continuare a essere presenti, disponibili e attenti alle persone".
L'ex militare ha ricevuto l'onoreficenza dalle mani dell'assessore ai servizi sociali del Comune di Domodossola Antonella Ferraris, al teatro Maggiore: "Ricevere un’onorificenza della Repubblica Italiana è un onore, vissuta con un’emozione profonda, quasi difficile da descrivere. È un riconoscimento che va oltre il percorso professionale e che tocca la sfera dei valori, quelli che hanno guidato ogni mia scelta prima in uniforme e oggi nella vita civile. I valori costituzionali, il rispetto delle istituzioni, il senso del dovere, la solidarietà, la tutela della persona, sono stati fondamentali per me ieri e lo sono ancora di più oggi. Sono principi che non appartengono solo a chi indossa una divisa, ma a ogni cittadino che crede nel ruolo dello Stato e nella responsabilità verso la comunità. E soprattutto nei valori della nostra carta costituzionale. Ricevere questa onorificenza proprio il 2 giugno, davanti al Prefetto e alle massime autorità civili e militari, ha un significato ancora più forte. È come se questo momento racchiudesse simbolicamente tutto ciò che ho cercato di essere: una persona affidabile, presente, rispettosa e attenta agli altri. Lo vivo con gratitudine e con grande umiltà, come un invito a continuare a dare il mio contributo in qualunque forma. Oggi più che mai sento che questi valori devono essere fondamentali, sia nella mia vita professionale che in quella personale, cercando di trasmetterli alla mia famiglia".





