Il gruppo di minoranza di Premosello Chiovenda, guidato dal capogruppo Andrea Monti, presenta un piano per la riapertura del Parco Avventura realizzato con fondi Pnrr. “Dopo aver denunciato pubblicamente l’assurda situazione del Parco Avventura - si legge in una nota della minoranza - un’opera Pnrr mai inaugurata, mai aperta e già chiusa con ordinanza, un simbolo di spreco e improvvisazione amministrativa, la minoranza passa ora dalla protesta alla proposta. Il nostro gruppo presenta infatti un piano operativo, concreto e immediatamente attuabile per riaprire il Parco Avventura in tempi rapidi, salvaguardare i fondi Pnrr e garantire finalmente una gestione seria, sostenibile e trasparente”.
"Nel comunicato dei giorni scorsi - prosegue Monti - abbiamo evidenziato una verità incontestabile: un impianto nuovo, costato denaro pubblico, non ha funzionato nemmeno un minuto. Nessuna inaugurazione, nessun gestore, nessuna programmazione. Solo una chiusura con ordinanza e un rischio concreto di compromettere il finanziamento Pnrr. Una situazione che non è frutto del caso, ma di incuria politica e mancanza di visione. La proposta: una via immediata, leggera e pienamente compatibile con i vincoli. La soluzione esiste e può essere attuata entro poche settimane. La nostra proposta prevede: strutture leggere e amovibili, già utilizzate con successo in altre Zps e aree protette italiane; bagni prefabbricati in legno, deposito e chiosco mobile senza fondazioni permanenti; materiali naturali e non riflettenti, pienamente compatibili con i vincoli paesaggistici, Zps e area Wwf; autorizzazioni rapide grazie alla natura temporanea e reversibile degli interventi. Una soluzione che non altera l’opera finanziata dal Pnrr, non modifica il progetto originario e non comporta rischi di revoca dei fondi”.
La minoranza propone due strade: la prima prevede un “intervento diretto del comune, che realizza le strutture leggere e mette in sicurezza il parco, utilizzando avanzo libero o fondi di manutenzione. Vantaggi: tempi certi, opere comunali, pieno controllo. La seconda è un intervento del gestore privato, con avviso pubblico per individuare un operatore che realizza le strutture a proprie spese e gestisce il parco per più anni, con garanzie fideiussorie e cronoprogramma vincolante. Vantaggi: nessun costo per il Comune, tempi rapidi, responsabilità chiare”.
“La nostra proposta - si legge ancora nella nota - prevede un percorso amministrativo chiaro: verifica tecnica e compatibilità Pnrr; scelta del modello in giunta; avvio immediato delle autorizzazioni paesaggistiche e Vinca; riapertura del parco entro 60–90 giorni. Mentre l’amministrazione ha lasciato il Parco Avventura chiuso, abbandonato e senza un piano, la minoranza dimostra di avere una visione chiara, una proposta concreta, una soluzione immediatamente attuabile, la volontà politica di salvare un’opera pubblica oggi inutilizzata. Il Parco Avventura può riaprire. Il comune può evitare la figuraccia e il rischio sui fondi Pnrr. Serve solo una cosa: la volontà di agire. Dopo aver denunciato lo spreco, oggi offriamo la soluzione. Dalla protesta alla proposta. La minoranza è pronta a fare la sua parte. Ora tocca all’amministrazione decidere se continuare a rinviare o finalmente lavorare per il bene del paese”.





