Nel primo quadrimestre del 2026 il Piemonte si conferma tra le regioni italiane più colpite dal fenomeno delle morti sul lavoro. Secondo i dati aggiornati dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, sono 16 le vittime in occasione di lavoro registrate sul territorio regionale tra gennaio e aprile.
Il dato colloca il Piemonte subito dopo Lombardia, Veneto e Sicilia, insieme ad altre grandi regioni industriali e produttive del Paese, confermando una situazione di rischio ancora elevato, strettamente legata alla presenza di comparti ad alta incidenza infortunistica come industria, logistica e costruzioni.
A livello nazionale, nel periodo considerato si contano 278 decessi sul lavoro, in lieve calo rispetto al 2025 (-4,5%), ma con una riduzione del miglioramento rispetto ai mesi precedenti. Un segnale che, secondo gli analisti, evidenzia come il fenomeno resti strutturale e lontano da una reale soluzione.
In Piemonte, come nel resto d’Italia, i settori più esposti risultano essere quelli delle costruzioni, dei trasporti e magazzinaggio e delle attività manifatturiere, comparti che continuano a concentrare la maggior parte degli incidenti mortali.
Il quadro regionale si inserisce inoltre in una situazione nazionale caratterizzata da forti disuguaglianze territoriali e sociali: il rischio di infortunio mortale resta più elevato nelle regioni del Nord industrializzato e in alcune aree del Sud, mentre crescono le criticità legate all’età avanzata dei lavoratori e alla condizione dei lavoratori stranieri, per i quali il rischio di morte è oltre tre volte superiore rispetto agli italiani.
Il Piemonte, insieme a Lombardia, Veneto, Sicilia, Lazio, Campania e Puglia, figura tra le regioni con il maggior numero assoluto di vittime, confermando la necessità di interventi continui su prevenzione, formazione e controlli nei luoghi di lavoro.





