“Il presidente della regione Alberto Cirio celebra le risorse europee spese e rendicontate bene. Ma i cittadini non misurano il successo del Pnrr contando le pratiche inviate a Bruxelles: lo misurano dai servizi che trovano aperti sotto casa”. Lo dichiarano Daniele Valle, vicepresidente della commissione sanità del consiglio regionale, e Domenico Rossi, consigliere regionale e segretario regionale del Partito Democratico, commentando la conferenza stampa con cui il presidente Alberto Cirio ha rivendicato il raggiungimento del 100% degli obiettivi Pnrr,
“Se guardiamo alla sanità territoriale – spiegano i consiglieri dem - che rappresenta una delle sfide più importanti finanziate dal Pnrr, il quadro è molto meno trionfale di quello raccontato dalla giunta. Gli ultimi dati Agenas, presentati da Gimbe a Torino poche settimane fa, sulle Case della Comunità mostrano infatti che il Piemonte è ancora lontano dall'obiettivo di trasformare gli edifici finanziati dal Pnrr in servizi realmente disponibili per i cittadini”.
“Al 30 dicembre il Piemonte risultava avere appena il 14,6% delle Case di Comunità con i servizi obbligatori per legge. Tra queste, solo il 5,2% delle Case della Comunità con presenza medica e infermieristica e un 9,4% privo di medici e infermieri in pianta stabile. Un dato inferiore alla media nazionale e molto distante dalle regioni più avanzate, come Valle d'Aosta, Lombardia, Liguria ed Emilia-Romagna”, proseguono Rossi e Valle.
“Il vero obiettivo del Pnrr - incalzano i consiglieri - non era inaugurare edifici o completare procedure amministrative, ma portare cure, assistenza e presa in carico vicino alle persone. Se una Casa della Comunità non dispone della presenza dei professionisti che la rendono operativa, i cittadini continuano a rivolgersi ai pronto soccorso e alle strutture ospedaliere, vanificando lo spirito stesso della riforma”.
Secondo Valle e Rossi, “la domanda che il presidente Cirio dovrebbe porsi non è se gli uffici regionali abbiano compilato correttamente i report per Bruxelles, ma se i piemontesi stiano già beneficiando dei servizi che il Pnrr aveva promesso. Perché tra il raggiungimento di un target burocratico e l'effettiva attivazione dei servizi sul territorio c'è una differenza enorme”.
“Le risorse europee - concludono - rappresentano un'opportunità straordinaria e dovevano produrre un cambiamento sensibile della nostra offerta sanitaria. Il successo del Pnrr, infatti, si misurerà quando i piemontesi troveranno medici, infermieri e servizi aperti nelle Case della Comunità, non quando leggeranno una percentuale in una conferenza stampa o una targhetta nuova fuori da un poliambulatorio. Abbiamo chiesto una informativa urgente a Riboldi in IV commissione per fare chiarezza sui servizi aperti nelle case di comunità”.





