Bufera sul presidente della Fifa Gianni Infantino, all'anagrafe Giovanni Vincenzo Infantino. Nato a Briga, in Svizzera, nel 1970, è figlio di genitori italiani che vissero anche a Domodossola prima di trasferirsi oltreconfine per motivi di lavoro.
Alla guida della Fifa da ormai dieci anni, Infantino è nuovamente al centro delle polemiche per i suoi rapporti con alcuni dei leader più influenti del mondo. Come riporta la Repubblica, «è ospite fisso alla Casa Bianca, amico personale di Donald Trump».
Proprio questa amicizia avrebbe alimentato le discussioni sul caso di Folarin Balogun, attaccante della nazionale statunitense, espulso e squalificato durante il Mondiale per Club e successivamente riammesso in tempi molto rapidi. Secondo il New York Times, sarebbe stato lo stesso Trump a contattare telefonicamente Infantino chiedendogli di sospendere la squalifica inflitta al giocatore.
La Repubblica ricorda inoltre che Infantino «aveva fatto trasferire alcuni dipartimenti della Fifa dalla storica sede di Zurigo a Miami, in Florida». La scorsa estate è stato poi inaugurato un nuovo ufficio di rappresentanza a New York, all'interno della Trump Tower, dove è stato esposto il trofeo della Coppa del Mondo che il 19 luglio sarà consegnato da Donald Trump alla nazionale vincitrice del torneo.
Il quotidiano aggiunge anche un retroscena: «Trump sperava nel Nobel per la Pace, che non è arrivato. Infantino aveva pronto il piano B: un riconoscimento speciale della Fifa per la pace».
Le critiche, tuttavia, non riguardano soltanto i rapporti con gli Stati Uniti. I principali quotidiani internazionali evidenziano anche le relazioni del numero uno della Fifa con Russia, Qatar e Arabia Saudita. «Infantino – scrive la Repubblica – definì il Mondiale russo come "il migliore di tutti i tempi", ricevendo da Vladimir Putin l'Ordine dell'Amicizia».
Quanto al Qatar, il quotidiano ricorda che «nel 2022 la Coppa del Mondo si è disputata nonostante le polemiche per l'impatto ambientale delle nuove infrastrutture, le contestazioni sui diritti civili e le condizioni dei lavoratori impegnati nella costruzione degli stadi». Secondo diverse stime citate dalla stampa internazionale, migliaia di operai avrebbero perso la vita durante i lavori di realizzazione delle infrastrutture legate ai Mondiali. Va ricordato, tuttavia, che l'assegnazione dell'edizione 2022 al Qatar era stata decisa diversi anni prima dell'elezione di Infantino alla presidenza della Fifa.





