(Adnkronos) - Morta Louise Lasser, seconda moglie di Woody Allen e attrice interprete capace di raccontare, con apparente semplicità e straordinaria sensibilità, le nevrosi, le contraddizioni e le illusioni dell'America contemporanea. Il decesso lunedì 6 luglio all'età di 87 anni per cause naturali nella sua abitazione dell'Upper East Side di Manhattan. A dare la notizia è stata la sua migliore amica, Susan Charlotte, come riportano i media americani.
Con il suo stile misurato, la voce pacata e una recitazione capace di fondere ironia, malinconia e vulnerabilità, Louise Lasser è stata una delle interpreti più originali della sua generazione, sia intv che all cinema. Per il grande pubblico il suo nome resterà indissolubilmente legato a due esperienze che hanno segnato la cultura popolare statunitense: il matrimonio con Woody Allen, del quale fu la prima protagonista femminile sul grande schermo, e soprattutto il ruolo di Mary Hartman nell'omonima serie televisiva che rivoluzionò il linguaggio della comicità negli anni Settanta.
Nata a New York l'11 aprile 1939 da una famiglia di origini ebraiche, Louise Jane Lasser studiò scienze politiche alla Brandeis University, nel Massachusetts. Ben presto, però, la passione per il teatro ebbe la meglio sugli studi accademici. Dopo aver lasciato l'università, tornò a New York e iniziò a studiare recitazione con il celebre maestro Sanford Meisner, esibendosi nei locali del Greenwich Village, cuore pulsante della scena artistica newyorkese. Fu proprio in quegli anni che conobbe Woody Allen, che aveva alle spalle un primo matrimonio. L'incontro cambiò la vita di entrambi. I due si sposarono il 2 febbraio 1966 e rimasero insieme fino al 1970, pur continuando a mantenere un rapporto di stima anche dopo il divorzio. Lasser avrebbe più volte definito Allen "la relazione più importante" della sua vita e un'influenza decisiva sul proprio percorso artistico.
La loro collaborazione professionale coincise con gli esordi cinematografici del regista. Louise prestò infatti la voce alla protagonista del bizzarro "Che fai, rubi?" 1966), esperimento comico in cui Allen trasformò un film giapponese di spionaggio attraverso un doppiaggio completamente riscritto. Successivamente apparve in alcune delle opere più celebri della prima fase della carriera del regista: "Prendi i soldi e scappa" (1969), "Il dittatore dello stato libero di Bananas" (1971) e "Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso... ma non avete mai osato chiedere" (1972). Partecipò inoltre al cortometraggio "Men of Crisis: The Harvey Wallinger Story".
Se il cinema le regalò notorietà, fu la televisione a consacrarla definitivamente. Nel 1976 arrivò infatti il ruolo destinato a renderla un'icona: Mary Hartman nella serie "Mary Hartman, Mary Hartman", prodotta da Norman Lear. Il programma rappresentò una vera rivoluzione per la televisione americana. Distribuito in syndication e trasmesso cinque sere alla settimana – una formula praticamente inedita per l'epoca – proponeva una sofisticata parodia delle soap opera tradizionali, utilizzandole come strumento per criticare il consumismo, il conformismo e le contraddizioni della società statunitense. Lasser interpretava una casalinga apparentemente ingenua dell'Ohio, con le immancabili trecce, il colletto bianco e il grembiule azzurro, ossessionata da problemi quotidiani apparentemente insignificanti, come le cene surgelate o la cera accumulata sul pavimento di casa. Dietro quella normalità, però, si nascondeva un universo inquietante in cui convivevano adulteri, omosessualità, malattie sessualmente trasmissibili, culti religiosi, serial killer, esibizionismo e persino fenomeni Ufo. Attraverso un'interpretazione volutamente sobria e quasi impassibile, Louise Lasser riuscì a trasformare Mary in uno dei personaggi più innovativi della televisione americana. La sua disperazione silenziosa cresceva episodio dopo episodio, fino al celebre crollo psicologico che concluse la prima stagione, una scena rimasta nella memoria collettiva e considerata uno dei momenti più significativi della storia della serialità televisiva.
Nel corso di un'intervista del 2013, l'attrice spiegò di aver sempre considerato "Mary Hartman, Mary Hartman" non una serie "in anticipo sui tempi", come spesso veniva definita, ma semplicemente uno specchio perfetto della società americana di quegli anni. Una riflessione che sintetizza bene il valore culturale di un'opera capace di affrontare temi tabù con leggerezza e intelligenza, anticipando molte delle produzioni satiriche moderne. La popolarità della serie le valse anche una candidatura agli Emmy Awards nel 1976, in una categoria speciale istituita proprio per riconoscere l'eccezionalità di un programma difficile da classificare secondo gli schemi tradizionali della televisione.
La carriera di Louise Lasser proseguì con numerose apparizioni sul piccolo e grande schermo. Partecipò a serie di successo come "The Mary Tyler Moore Show", "The Bob Newhart Show", "Taxi", "It's a Living" e, molti anni più tardi, interpretò un'artista con tendenze suicide nella serie "Girls", conquistando anche una nuova generazione di spettatori. Sul grande schermo recitò in film come "L'inseguito", "Frate Ambrogio", L'inseguito (Slither), regia di Howard Zieff (1973), "I due criminali più pazzi del mondo", "Blood Rage", "Brusco risveglio", "Frankenhooker", "Happiness - Felicità", "Mystery Men", "Requiem for a Dream", "Fast Food, Fast Women" e "National Lampoon's Gold Diggers". Nel 1978 scrisse e interpretò anche il film televisivo "Just Me and You" accanto a Charles Grodin, dimostrando talento anche come sceneggiatrice.
La sua esistenza non fu priva di momenti difficili. Nel 1976 venne arrestata dopo il ritrovamento di una modesta quantità di cocaina nella sua borsa. L'attrice sostenne che la sostanza le era stata regalata mesi prima da un ammiratore e di non averne mai fatto uso. Nello stesso periodo fece discutere la sua partecipazione come conduttrice al finale della prima stagione del "Saturday Night Live": il suo comportamento, giudicato imprevedibile e probabilmente aggravato da problemi legati all'abuso di sostanze e all'ansia, spinse il produttore Lorne Michaels a non invitarla più come presentatrice.
Anche quelle fragilità, tuttavia, finirono per alimentare il suo lavoro artistico. Fu proprio Louise Lasser a proporre che il personaggio di Mary Hartman attraversasse un esaurimento nervoso nella serie. In seguito raccontò che interpretare quella crisi ebbe per lei un effetto quasi terapeutico, permettendole di dare forma alle proprie inquietudini interiori attraverso la recitazione.
Riservata, lontana dalle logiche dello star system e spesso sottovalutata rispetto ad altre attrici della sua generazione, Louise Lasser ha costruito una carriera originale, segnata da personaggi anticonvenzionali e da una comicità sottile, mai urlata. La sua interpretazione di Mary Hartman rimane uno dei punti più alti della televisione americana del Novecento e continua a essere studiata come esempio di satira sociale e innovazione narrativa. Non si sposò mai più dopo il divorzio da Woody Allen. Negli ultimi anni viveva a Manhattan insieme al compagno Michael Citriniti. (di Paolo Martini)





