Economia - 10 luglio 2026, 10:50

Crisi e geopolitica frenano l'industria del VCO: le aziende prevedono un calo di ordini e produzione

L'indagine congiunturale dell'Unione Industriale fotografa le preoccupazioni del territorio, ma emerge la resilienza del tessuto locale: più di un'impresa su due conferma gli investimenti e si tutela l'occupazione

Crisi e geopolitica frenano l'industria del VCO: le aziende prevedono un calo di ordini e produzione

Le tensioni geopolitiche internazionali e il rallentamento complessivo dei mercati europei iniziano a far sentire i propri effetti anche sul tessuto economico del Verbano-Cusio-Ossola. La conferma arriva dall'ultima analisi congiunturale previsionale per il terzo trimestre 2026 diffusa dall'Unione Industriale del VCO, che ha interpellato le proprie aziende associate per tracciare le linee di tendenza dei prossimi mesi.

La fotografia emersa evidenzia una netta frenata dell'operatività locale. I saldi tra imprenditori ottimisti e pessimisti registrano infatti un preoccupante -11% sia sul fronte della produzione industriale che su quello degli ordinativi totali. Un dato, quest'ultimo, appesantito dal medesimo saldo negativo (-11%) relativo alle commesse provenienti dall'estero, condizionate in particolar modo dalla debolezza della domanda della Germania. A preoccupare il comparto è anche il fronte dei costi: solo il 2% delle imprese confida in un calo delle tariffe energetiche, mentre oltre la metà del campione stima un ulteriore aumento per i prezzi delle materie prime e della logistica.

Nonostante lo scenario complesso, i dati rivelano una straordinaria capacità di tenuta delle imprese del VCO, che scelgono di non cedere all'allarmismo. Soltanto il 4,5% delle aziende intervistate prevede riduzioni del personale e l'86% esclude il ricorso alla cassa integrazione. Inoltre, la spinta verso lo sviluppo non si ferma: più di un'impresa su due ha confermato di avere in calendario programmi di investimento per i prossimi mesi.

"I maggiori timori su produzione e ordini sono sintomo di una frenata della domanda, amplificata da un clima di perdurante instabilità – commenta il presidente di Unione Industriale VCO, Fausto Milanesi –. Tuttavia, emerge con forza il DNA del nostro tessuto imprenditoriale: la resilienza e la lungimiranza. Lo dimostrano la difesa del capitale umano, considerato un patrimonio strategico da tutelare per non disperdere competenze preziose, e la scommessa sul futuro. Si investe per innovare, per efficientare i processi e per farsi trovare pronti quando la curva del mercato ritornerà a salire".

Un quadro di prudenza che accomuna il VCO al resto del Piemonte. A livello regionale Confindustria segnala forti timori per i costi di energia e trasporti (nonostante il recente calo del petrolio legato all'attenuarsi della crisi iraniana), ma riscontra comunque una sostanziale stabilità dell'occupazione e una costante volontà di investire. Come sottolineato dal presidente di Confindustria Piemonte, Andrea Amalberto, la tempesta non è passata e gli aumenti stanno ora arrivando lungo le filiere produttive, rendendo fondamentale il supporto ai crediti e ai pagamenti per non penalizzare l'export nei mercati internazionali.

comunicato stampa m.t.

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