Attualità - 11 luglio 2026, 07:30

Coldiretti Piemonte lancia l’allarme: “Più trasparenza sul biologico, tutelare le produzioni italiane”

Crescono le importazioni di prodotti bio dai Paesi extra Ue. L’organizzazione chiede l’indicazione obbligatoria dell’origine in etichetta e maggiore tutela per gli agricoltori piemontesi

Coldiretti Piemonte lancia l’allarme: “Più trasparenza sul biologico, tutelare le produzioni italiane”

Il biologico straniero continua a crescere sulle tavole italiane e Coldiretti Piemonte chiede maggiore chiarezza per i consumatori e più garanzie per i produttori locali. Secondo l’analisi di Coldiretti Bio sui dati della Commissione Europea, nel 2025 le importazioni di prodotti biologici dai Paesi extra Unione Europea hanno registrato un incremento del 26%, raggiungendo livelli record.

Un aumento che, secondo l’organizzazione agricola, pone interrogativi sulla trasparenza delle informazioni offerte ai cittadini e sulla concorrenza nei confronti delle aziende italiane che investono nella qualità e nella sostenibilità delle proprie produzioni.

«Il rischio è che l’arrivo di prodotti stranieri a basso costo possa penalizzare il biologico italiano, invertendo un percorso di crescita che negli ultimi anni ha portato il nostro Paese a rafforzare il settore», spiegano la presidente di Coldiretti Piemonte Cristina Brizzolari e il delegato confederale Bruno Rivarossa.

In Piemonte il comparto biologico rappresenta una realtà significativa: sono oltre 50 mila gli ettari coltivati con metodo biologico, con produzioni che interessano soprattutto foraggi, prati, cereali, frutta e vite. Particolarmente apprezzato sui mercati internazionali è il vino biologico piemontese, mentre gli operatori certificati tra produttori, trasformatori e importatori superano quota 3 mila.

Secondo Coldiretti, però, l’attuale indicazione in etichetta dell’origine dei prodotti biologici non sarebbe sufficiente a garantire una corretta informazione ai consumatori. «Serve introdurre l’obbligo di indicare chiaramente il Paese di provenienza anche per il biologico – sottolineano Brizzolari e Rivarossa – e applicare il principio della reciprocità, affinché i prodotti importati rispettino gli stessi standard ambientali, sanitari e produttivi richiesti agli agricoltori europei».

L’organizzazione richiama inoltre l’importanza di sostenere le filiere locali, la vendita diretta e i mercati degli agricoltori, strumenti ritenuti fondamentali per valorizzare le produzioni piemontesi e accompagnare i cittadini verso scelte di consumo più consapevoli.

comunicato stampa a.f.

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