Eventi - 13 luglio 2026, 11:10

Lo stile ossolano tra Ottocento e Novecento in mostra a Domodossola: abiti, gioielli e tesori d'eleganza

Dal 19 luglio al 25 ottobre Palazzo San Francesco ospita un'esposizione diffusa dedicata all'identità del territorio, con pezzi inediti provenienti da musei e collezioni private

Lo stile ossolano tra Ottocento e Novecento in mostra a Domodossola: abiti, gioielli e tesori d'eleganza

Dal 19 luglio al 25 ottobre Palazzo San Francesco ospiterà la mostra "Lo stile ossolano tra Ottocento e Novecento. Ornamenti, tesori d'eleganza e d'identità", un percorso espositivo dedicato al modo di vestire e all'artigianato artistico dell'Ossola tra XIX e XX secolo. L'iniziativa è promossa dal Comune di Domodossola e dalla Fondazione Paola Angela Ruminelli, con la collaborazione del Comune di Santa Maria Maggiore, dell'Associazione culturale "Alessandro Poscio" e della Pro Loco di Domodossola. L'esposizione intende valorizzare il patrimonio conservato nei depositi museali, in particolare le collezioni dell'allora Fondazione G.G. Galletti, mettendolo in dialogo con opere e manufatti provenienti da collezioni private, molte delle quali saranno esposte al pubblico per la prima volta.

La mostra non sarà concentrata in un'unica sede, ma si svilupperà in un percorso diffuso che coinvolgerà Palazzo San Francesco, Casa De Rodis, la Collezione Poscio e la sala del Vecchio Municipio di Domodossola, oltre a una sezione espositiva a Santa Maria Maggiore. Il progetto scientifico è stato coordinato dal conservatore dei Musei Civici di Domodossola, Federico Troletti, con il contributo di ricercatori e istituzioni culturali che negli ultimi anni hanno approfondito la storia e le tradizioni del territorio ossolano.

L'obiettivo è offrire una nuova lettura dell'eleganza ossolana attraverso manufatti, dipinti, costumi, tessuti e oggetti realizzati in Ossola o da artigiani ossolani, evidenziando i legami tra produzione artistica, commerci e identità culturale. Uno dei nuclei più significativi sarà dedicato all'oreficeria locale. Il pubblico potrà ammirare orecchini, spille, collane e altri preziosi accostati, quando possibile, ai dipinti dell'epoca che li raffigurano. Saranno inoltre esposti modelli in gesso, disegni preparatori originali e inediti provenienti da collezioni private, insieme agli strumenti utilizzati dagli orafi per la lavorazione dei metalli preziosi.

A Palazzo San Francesco troveranno spazio anche abiti, cappelli, tessuti, fibbie, stampi per la decorazione dei tessuti, disegni di gioielli e alcuni rari manichini realizzati alla fine dell'Ottocento. Particolarmente interessante sarà il recupero di una collezione di tessuti e ricami presentata all'Esposizione Internazionale di Torino del 1911. I manufatti, realizzati da una scuola di ricamo, furono raccolti per quell'occasione e successivamente conservati fino ai giorni nostri. Rappresentano oggi una preziosa testimonianza dell'iconografia decorativa ossolana e delle diverse tecniche di lavorazione artigianale.

La mostra propone anche una riflessione sul significato sociale dell'abbigliamento. Tra Ottocento e Novecento il modo di vestire rappresentava infatti un vero linguaggio: attraverso gli abiti si esprimevano non solo l'appartenenza a una determinata comunità, ma anche il ruolo sociale, l'età e il prestigio della persona. A testimoniare la straordinaria varietà della tradizione ossolana è anche il racconto del viaggiatore Robert Southey che, visitando Domodossola nel 1847, descrisse così la Piazza Mercato: "Sopra una piazza non più larga di 400 metri appaiono sì negli uomini che nelle donne venti o trenta fogge di vestire... Par impossibile che in una provincia di 40.000 individui possano esistere tanti superbi modi di ornarsi."

Mary Borri

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