Attualità - 15 luglio 2026, 17:06

All'Alpe Veglia il primo rifugio intitolato al beato Antonio Rosmini

L'edificio è affidato all'associazione Amici del Veglia, che si occuperà dell'accoglienza degli ospiti

All'alpe Veglia è nato da quest'estate il primo rifugio alpino intitolato ad Antonio Rosmini. Si tratta di una storica casa di montagna che i padri rosminiani hanno affidato all'associazione “Amici del Veglia”, che si è costituita nel mese di marzo, con sede a Milano.

I fondatori dell’associazione sono quasi tutti di origini milanesi, come l’ingegner Carlo Paloschi che aveva progettato e fatto costruire la casa all’Alpe Veglia. Struttura  che negli anni Settanta è passata all’Istituto della Carità dei padri rosminiani, che a Milano avevano fondato la parrocchia di Santo Spirito nel quartiere Città Studi e che ancora oggi sono presenti al quartiere Gallaratese con la parrocchia Beato Rosmini. La parrocchia Santo Spirito ha cominciato a portare all’Alpe Veglia adolescenti e giovani e, col passare degli anni, anche molti gruppi famiglie per giorni di fraternità e vita comune.

“Oggi questa casa – spiega Luca Costamagna, presidente dell'associazione Amici del Veglia - conosce un capitolo nuovo della propria storia. I padri rosminiani, mantenendo la proprietà, affidano la conduzione di questa casa da utilizzare in autogestione alla nostra associazione. Siamo grati ai padri rosminiani, molti di noi sono cresciuti con loro e hanno vissuto esperienze indimenticabili all'Alpe Veglia.  Con la costituzione dell'associazione proseguiranno l'accoglienza di gruppi e parrocchie nella casa che oggi è ufficialmente un rifugio alpino non gestito, il primo intitolato al beato Antonio Rosmini. Lo facciamo senza scopo di lucro: ciò che viene incassato, se avanza dalla copertura delle spese vive - spiegano dall'associazione -  servirà per alcune piccole migliorie”.

È una struttura fondamentalmente essenziale, che offre il contatto immediato con la natura, adatta per chi cerca il silenzio e la bellezza dell'alta quota. È situata a 1.750 metri di altezza e dispone di 25 posti letto. La cucina, le pulizie e l'organizzazione del soggiorno sono a cura degli ospiti. “Nel rifugio abbiamo portato anche qualche libro su Rosmini, come ad esempio il fumetto “Il mio Rosmini” scritto da suor Maria Michela Riva. Sono già  diverse le prenotazioni da Cremona, Bergamo, Roma e Milano. Saremmo lieti – dice Costamagna - se anche gruppi e parrocchie dell'Ossola e della diocesi di Novara decidessero di salire e fare una bella esperienza al Rifugio Rosmini”.

Mary Borri

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