È stata inaugurata oggi pomeriggio, sabato 18 luglio, a Domodossola la mostra diffusa “Ornamenta. Tesori d’eleganza e d’identità in Ossola”, il nuovo progetto espositivo che mette in rete Palazzo San Francesco, Casa De Rodis e il centro culturale Vecchio Municipio di Santa Maria Maggiore, con l'obiettivo di raccontare la storia, il gusto e le tradizioni del territorio attraverso opere, manufatti, gioielli, costumi e documenti.
La cerimonia si è aperta nella gremita sala Falcioni, l'ex Cappella Mellerio, con gli interventi delle autorità e dei protagonisti del progetto, per poi proseguire con il taglio del nastro prima a Casa De Rodis e successivamente a Palazzo San Francesco, dove il pubblico ha potuto visitare in anteprima le sale dell'esposizione.
Ad aprire gli interventi è stato l'assessore alla Cultura del Comune di Domodossola, Daniele Folino, che ha sottolineato il valore dell'iniziativa per il territorio. "Siamo onorati di inaugurare questa mostra – ha affermato – perché rappresenta un'importante occasione di valorizzazione del nostro patrimonio culturale e della nostra identità".
Il sindaco di Domodossola, Lucio Pizzi, ha evidenziato come il progetto vada ben oltre il semplice allestimento di una mostra. "Questo percorso espositivo rappresenta molto più di un'esposizione – ha dichiarato –. Racconta la storia della nostra comunità, della nostra identità, dei cittadini, degli artisti e degli artigiani che hanno contribuito ad arricchire il patrimonio culturale dell'Ossola. Siamo orgogliosi di questo risultato e crediamo nel valore della cultura come motore di sviluppo, ma anche come occasione di ricerca e di incontro". Il primo cittadino ha quindi rivolto un ringraziamento a tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione dell'iniziativa.
Un saluto è arrivato anche dal sindaco di Santa Maria Maggiore, Claudio Cottini, il cui Comune ospita una delle tre sedi della mostra. "È un onore essere qui oggi – ha detto –. Anche noi siamo felici di contribuire a questo progetto che va nella direzione della valorizzazione del patrimonio culturale del nostro territorio".
A nome della Fondazione Paola Angela Ruminelli è intervenuto Paolo Negri, che ha portato i saluti della Fondazione e ha ringraziato l'amministrazione comunale e tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione della mostra.
Tra i prestatori privati ha preso la parola Paola Poscio, che ha espresso soddisfazione per aver potuto contribuire con la propria collezione. "Siamo grati di essere stati coinvolti – ha affermato –. È bello vedere le realtà unite in un unico progetto capace di raccontare il territorio. Ci fa particolarmente piacere che Casa De Rodis sia dedicata al tema del lavoro, perché rappresenta la comunità e racconta il passato di questa terra".
A chiudere gli interventi è stato il curatore Federico Troletti, che ha indicato nell'identità il filo conduttore dell'intera esposizione. "Identità è una parola fondamentale per questa mostra. Ornamenta non racconta soltanto la bellezza degli oggetti esposti, ma rappresenta una continua ricerca dell'identità del territorio. L'entusiasmo che abbiamo trovato dimostra quanto questo progetto sia significativo anche per chi osserva l'Ossola dall'esterno".
Troletti ha inoltre evidenziato la ricchezza e la varietà dell'esposizione, spiegando come non esista un unico modello di costume o di eleganza ossolana, ma una pluralità di espressioni artistiche e artigianali che raccontano epoche, comunità e tradizioni differenti. Un ringraziamento è stato rivolto ai numerosi collaboratori, ai prestatori che hanno messo a disposizione gioielli e manufatti, agli sponsor Pediacoop H24 e Allianz, oltre alla Pro Loco di Domodossola e al Gruppo Folkloristico della Valle Vigezzo per il supporto organizzativo.
"Ornamenta" sarà visitabile a Palazzo San Francesco fino al 25 ottobre e a Casa De Rodis negli stessi mesi, mentre la sezione ospitata al Vecchio Municipio di Santa Maria Maggiore resterà aperta fino al 1° novembre, offrendo ai visitatori un itinerario attraverso l'eleganza, l'artigianato e l'identità culturale dell'Ossola tra Ottocento e Novecento.
























