Attualità - 24 luglio 2026, 19:05

Sanità, Insieme per un dono: "Altro che mantenere i servizi, qui si chiude per davvero"

Il comitato attacca: "Da Albertella arrivano rassicurazioni, ma la realtà è diversa. Siamo certi che molti pazienti si sono già rivolti ad altre sedi o al privato"

Sanità, Insieme per un dono: "Altro che mantenere i servizi, qui si chiude per davvero"

Il comitato Insieme per un dono torna a parlare della crisi della sanità pubblica nel Vco, sottolineando ancora una volta le gravi criticità che in particolare l’ospedale San Biagio di Domodossola si sta trovando ad affrontare, tra la chiusura del Punto Nascite e il ridimensionamento del reparto di urologia. E lo fa prendendo le distanze da quanto dichiarato dal sindaco di Verbania Giandomenico Albertella, secondo cui si sta lavorando per mantenere integralmente le funzioni dei due ospedali della provincia. Di seguito le parole del comitato:

“Ricordiamo per l’ennesima volta che l’articolo 4 del Dgr 142-4152 del 24 febbraio cita testualmente: “prevedere che i presidi ospedalieri San Biagio di Domodossola e Castelli di Verbania mantengano integralmente le attuali funzioni, dotazioni e livelli di servizio fino alla piena entrata in esercizio del nuovo ospedale unico”.

Assistiamo con stupore alle dichiarazioni del sindaco di Verbania Albertella che, a nome della rappresentanza dei sindaci del Vco, sostiene che la situazione della sanità sul nostro territorio presenta sì delle criticità, ma le rassicurazioni avute dalla direzione generale dell’Asl sono state esaustive e soddisfacenti e che quindi si sta lavorando per mantenere fede a quando scritto proprio dalla regione Piemonte nell’articolo sopracitato. Quindi i 900 pazienti in lista d’attesa per interventi urologici troveranno una risposta nei prossimi mesi grazie ai medici di Orbassano presenti al San Biagio solo nei week end (escludendo quelli di agosto), in attesa di future collaborazioni ancora tutte da definire e con concorsi che vanno deserti o con un solo candidato che accetta di venire a Domodossola? Noi continuiamo ad avere dei grossi dubbi e siamo certi che molti pazienti si sono già rivolti ad altre sedi o al privato. Questo significa mantenere integralmente le attuali funzioni, dotazioni e livelli di servizio?

Sorprende, poi, che la questione del punto nascite non fosse all’ordine del giorno e quindi chissenefrega se chiude definitivamente il punto nascite a Domodossola e di conseguenza chiude definitivamente il servizio di pediatria su tutto il territorio ossolano? D’altronde non era all’ordine del giorno!

Ricordiamo che la chiusura del servizio pediatrico al Dea di Domodossola costringerà tutti i bambini delle nostre valli e dell’Ossola a recarsi a Verbania per qualsiasi problematica di salute. Riuscirà Verbania ad assorbire il maggior afflusso di bambini (circa 2000 accessi Dea all’anno, a Domodossola) senza creare disagi e problematiche sia ai pazienti che al personale?

Ad oggi non esiste nessun protocollo che preveda chi e come debba essere gestito il paziente pediatrico in caso di urgenza e di arrivo al Dea di Domodossola. Il direttore generale parla di un accordo con i pediatri di libera scelta che visiteranno presso i loro ambulatori i bambini triagiati in Dea. Ma la notte, i festivi, i weekend, che faranno le mamme con il loro bambini malati? Si parla di un pediatra che verrà la domenica a fare un ambulatorio a Domodossola e un servizio di consulto di telemedicina con i pediatri di Verbania. Parole appunto, ma per ora nulla di concreto. L’ex sala gessi a fianco del Dea dovrebbe diventare la sede per le eventuali urgenze ostetriche ginecologiche, ma se dovesse nascere un bambino in urgenza a Domodossola chi lo assiste dopo la nascita se non c’è il pediatra presente?

Ricordiamo inoltre che a Verbania è ancora scoperto il ruolo di primario di Ostetricia Ginecologia, che recentemente altri primari e medici hanno dato le dimissioni e che presto altri professionisti lasceranno la sanità pubblica per la vicina Svizzera e per la sanità privata.

E per la rappresentanza dei sindaci va tutto bene? Solo il sindaco di Domodossola si è dissociato da questa posizione evidenziando e confermando le grandi perplessità che il comitato Insieme per un Dono ha già evidenziato nei comunicati precedenti. Altro che mantenere lo status quo prima della costruzione del nuovo ospedale. Qui si chiude e si chiude per davvero!”.

l.b.

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