‘’Nuovo ufficio per la Polizia di Frontiera, sette Comuni ossolani contribuiscono ai lavori’’. Titolavamo così pochi giorni fa la notizia che vede sette comuni ossolani (Domodossola, Villadossola, Crevoladossola, Masera, Trontano, Beura Cardezza e Bognanco) stanziare complessivamente 30 mila euro per ridare vita all'immobile di via Romita, immobile di proprietà dello Stato e da tempo alquanto dismesso dopo essere stato per anni un punto importante nella geografia della distribuzione della Polizia in città. L’ex commissariato è da anni -era il 2009 – intitolato alla guardia di pubblica sicurezza Emilio Scaglia, nato ad Antronapiana e fucilato a Roma il 3 giugno 1944, insignito della medaglia d'argento al valor militare alla memoria.
L’impotente immobile della Polizia di via Romita, è però stato via via abbandonato e il colpo di grazia lo ha dato la decisione del Ministero dell’Interno (era ministro Mattero Salvini) di chiudere – senza alcuna ragione logica - l’ultimo presidio, quello della Polizia Stradale, accentrando tutto a Verbania. Col silenzio assenso dei politici locali.
Ora però lo Stato chiede aiuto ai comuni ossolani per rimettere in sesto un immobile di sua proprietà dove trasferire alcune funzioni operative della Polizia che oggi è concentrata sul piccolo stabile di via Bonomelli, a lato della stazione ferroviaria di Domodossola.
Ma perché i comuni dovrebbero aiutare lo Stato, quando toccherebbe al Ministero provvedere a recuperare un immobile di sua proprietà?
Lo abbiamo chiesto a Franco Falciola, assessore a lavori pubblici e urbanistica del Comune domese.
‘’Il Ministero ci ha chiesto aiuto affinché si potesse arrivare a garantire la funzionalità dell’immobile di via Romita. Anche perché, altrimenti, i tempi ministeriali sarebbero stati lunghi. Abbiamo deciso di aderire, visto che si tratta di un'operazione importante per garantire un presidio della Polizia sul territorio’’.





