La minoranza consiliare di Premosello Chiovenda interviene con decisione dopo quello che definisce "l'ennesimo attacco" proveniente da un sostenitore dell'amministrazione comunale, che avrebbe utilizzato Facebook per diffondere "accuse, insinuazioni e ricostruzioni fantasiose" nei confronti del gruppo.
"Chi interviene sui social con toni aggressivi e contenuti distorti non rappresenta il Comune, non parla a nome delle istituzioni e non può sostituirsi agli organi eletti", sottolineano i consiglieri di minoranza.
Il gruppo distingue tra il legittimo confronto politico e quelli che considera attacchi personali: "Le critiche nel merito sono legittime, anzi sono il sale della democrazia: il confronto sui contenuti ci sta ed è sano. Diverso è il dileggio continuo, portato avanti con il compiacimento della maggioranza. Quello che stiamo subendo non è critica politica, è propaganda".
Secondo la minoranza, "quando un sostenitore si arroga il diritto di impartire lezioni, giudicare l'operato della minoranza o tentare di screditarla, siamo di fronte a un comportamento politicamente scorretto e istituzionalmente irricevibile".
Ancora più grave, prosegue il comunicato, sarebbe il ricorso a espressioni considerate offensive nei confronti della comunità: "Quando qualcuno si permette di deridere le nostre comunità, trattando le persone come culturalmente ed economicamente inferiori pur di zittirle, non sta discutendo: sta schiacciando. Non è dialettica, è umiliazione deliberata. Un metodo tossico, divisivo e profondamente irrispettoso verso le persone, verso di noi e verso la nostra comunità".
La minoranza rivendica quindi il proprio modo di esercitare l'opposizione: "Non ci facciamo dettare l'agenda da chi cerca visibilità sui social. Rispondiamo con atti, documenti, richieste formali e verifiche puntuali. Chi attacca su Facebook senza entrare nel merito dei contenuti dimostra soltanto una cosa: non ha argomenti".
A inasprire ulteriormente lo scontro sarebbe stato, secondo quanto riferito dal gruppo, il comportamento di un esponente della maggioranza: "Oggi, a conferma del clima, un consigliere di maggioranza ha persino messo 'mi piace' al post in cui il nostro gruppo veniva definito con un termine dispregiativo: un gesto che parla da solo".
Da qui la richiesta rivolta direttamente al primo cittadino: "È necessario che il sindaco chiarisca pubblicamente se questi interventi siano iniziative personali o se rappresentino una linea politica tollerata dall'amministrazione".
La minoranza ricorda inoltre come il sindaco abbia dichiarato in passato di non leggere i social, una posizione che il gruppo definisce "quantomeno singolare", e rincara la dose nei confronti dell'autore degli interventi contestati: "Il personaggio in questione è ormai totalmente organico alla maggioranza: non fa critica politica, fa propaganda".
"Quando un sostenitore si comporta come un portavoce – prosegue il comunicato – il silenzio del sindaco diventa un segnale preciso: un avallo implicito. E questo, in un Comune, è semplicemente inaccettabile".
Il gruppo consiliare assicura infine che continuerà a svolgere la propria attività "con rigore, vigilanza e responsabilità, senza farsi trascinare nel terreno della propaganda social".
"Noi restiamo sul piano istituzionale: atti, fatti, trasparenza. Altri, evidentemente, preferiscono le polemiche da tastiera. La comunità sappia che non arretreremo. Difenderemo il nostro ruolo e il diritto dei cittadini a un confronto serio, fondato sui contenuti e non sulle provocazioni di chi parla senza titolo e senza competenza".
La conclusione è ancora una volta rivolta al primo cittadino: "Ci batteremo sempre perché questo non avvenga e soprattutto perché non avvenga sotto il silenzio, o peggio il compiacimento, delle istituzioni locali. Il sindaco ha il dovere di dire, con chiarezza, da che parte sta".





