Economia - 03 settembre 2026, 15:28

Carne e prodotti animali dal Brasile, dal 3 settembre scatta lo stop europeo

Coldiretti Novara-Vco: “Una vittoria contro la concorrenza sleale, ora le stesse regole e garanzie per tutti i prodotti importati”

Carne e prodotti animali dal Brasile, dal 3 settembre scatta lo stop europeo

Dal 3 settembre l'Europa chiude le porte a carne e altri prodotti di origine animale brasiliani che non garantiscono il rispetto delle stesse regole imposte agli allevatori europei. È una vittoria figlia della battaglia condotta da Coldiretti e Filiera Italia in Italia e a Bruxelles per affermare il principio di reciprocità. Non una battaglia contro il commercio internazionale, ma contro una concorrenza sleale che per troppo tempo ha preteso dagli agricoltori europei gli standard più elevati al mondo consentendo, allo stesso tempo, l'ingresso di prodotti che non offrivano garanzie equivalenti.

“Una decisione che segna un principio fondamentale: non può esserci tutela del reddito degli agricoltori né della salute dei cittadini se nel mercato europeo entrano prodotti ottenuti secondo standard diversi e meno rigorosi rispetto a quelli richiesti alle nostre imprese – affermano il Presidente di Coldiretti Novara-Vco Fabio Tofi e il Direttore Domenico Pautasso - È la dimostrazione che la reciprocità non è uno slogan ma può e deve diventare il criterio sul quale costruire la politica commerciale europea. Ai nostri allevatori sono richiesti ogni giorno investimenti e regole rigorose sulla tracciabilità, sul benessere animale e sulla sicurezza alimentare. Non è più accettabile che gli stessi obblighi scompaiano quando il prodotto arriva da migliaia di chilometri di distanza. Con lo stop, quindi, difendiamo le nostre razze autoctone, il lavoro degli imprenditori e la salute dei cittadini”.

Dopo le denunce e le mobilitazioni di Coldiretti e Filiera Italia, l'Unione europea ha finalmente verificato sul campo la capacità del sistema brasiliano di rispettare le norme comunitarie. Dal 3 settembre il Brasile non figura, dunque, tra quelli autorizzati per l'ingresso nell'Unione di una serie di prodotti di origine animale, tra cui carni bovine, pollame, miele e prodotti dell'acquacoltura.

“Il commercio è un'opportunità soltanto quando avviene a condizioni eque, chi vuole vendere alimenti sul mercato europeo deve garantire standard equivalenti a quelli rispettati dagli agricoltori europei. Ci auguriamo che quanto fatto con il Brasile sia fatto anche per il grano canadese trattato in preraccolta con glifosato, secondo pratiche non consentite agli agricoltori italiani, e per tutte quelle formule che non tengono conto delle regole a cui adempiono le nostre produzioni. Lo stop al Brasile dimostra che cambiare le regole è possibile. Ora l'Europa deve trasformare questa decisione in un principio generale che preveda stesse regole, stessi controlli e stesse garanzie per tutti i prodotti che arrivano sulle tavole dei cittadini europei”, concludono Tofi e Pautasso.

comunicato stampa Coldiretti Novara-Vco

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