Crosta di segale, mocetta, noci del cortile: ogni pasto è un allenamento per mascella, lingua e denti. Finché la squadra è al completo funziona tutto da sola. Poi basta un pezzo fuori posto.
Pensate all'ultima volta che avete affrontato una crosta di pane di segale di due giorni. Quel momento in cui la mandibola si prepara, trova l'angolo giusto e affonda. Nessuno ci fa caso, eppure lì dentro sta lavorando uno degli attrezzi più potenti che ci portiamo addosso.
Il massetere, il muscolo che chiude la mandibola, è il più forte del corpo umano in rapporto alle proprie dimensioni. Secondo le stime più citate in letteratura, sui molari un adulto arriva a esprimere tra i 50 e gli 80 chili di forza. E lo fa qualche migliaio di volte al giorno, in silenzio, senza abbonamento in palestra e senza che nessuno gli dica mai grazie.
Una squadra da tre
Masticare, però, non è una questione di forza. È una questione di precisione, e i giocatori in campo sono tre.
Ci sono i denti, che fanno il lavoro sporco. C'è la lingua, che spinge il boccone verso l'esterno. E c'è la guancia, che lo respinge verso l'interno. Lingua e guancia si passano il boccone avanti e indietro come due mani che palleggiano, decine di volte al minuto, con una tolleranza di pochi millimetri. Il tutto mentre parlate del sindaco, ridete, bevete e vi girate a rispondere a qualcuno.
Considerato il traffico, è sorprendente che vada storto così di rado.
Quando va storto, però, lo sapete subito. La guancia arriva in ritardo di un decimo di secondo, i molari si chiudono lo stesso e per tre giorni vi ritrovate un cratere dentro la bocca che la lingua va a controllare ogni dieci secondi.
Una volta ogni tanto non significa niente. Quando invece diventa un appuntamento fisso del martedì, la faccenda cambia: un morso guancia interna che si ripete sempre nello stesso punto di solito ha una causa meccanica precisa, non è sfortuna.
Le cause possono essere varie. Un'otturazione o una corona nuova rimasta troppo alta. Un dente del giudizio spuntato di traverso. Una protesi che ha perso l'appoggio. Il bruxismo notturno. E l'abitudine di mangiare parlando.
Le linee guida del Ministero della Salute sulla salute orale in età adulta insistono parecchio su due punti: guardarsi la bocca ogni tanto, e non lasciare in giro lesioni che non si chiudono. Una lesione della mucosa che dopo due settimane è ancora lì merita l'occhio di un professionista, non l'attesa.
Il menu locale non aiuta
Va detto che qui l'apparato masticatorio non gode di grandi sconti.
La cucina ossolana è buona e generosa, ma non è pensata per chi ha fretta o per chi ha la dentatura fragile. Il pane di segale è nato per durare settimane e si comporta di conseguenza. La mocetta si taglia sottile ma resta una carne fibrosa. Le noci vanno aperte, la toma stagionata va lavorata, il brasato richiede pazienza, i biscotti da inzuppare hanno quel nome per un motivo. È una cucina di montagna, costruita quando le calorie erano care e il tempo a tavola era l'unico momento della giornata in cui ci si fermava davvero.
Quando manca un pezzo
Perdere un molare a quarantacinque anni non è un fatto circoscritto. Si comincia a masticare dall'altro lato, e da lì i denti vicini si inclinano verso lo spazio vuoto. Nel giro di qualche anno la guancia comincia a trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Le stesse linee guida ministeriali arrivano a una conclusione asciutta: ripristinare l'articolato dentale migliora la qualità della vita.
Qui però entra in scena il conto. In Italia l'odontoiatria è quasi interamente a carico delle famiglie. Chi lavora in Svizzera confronta listini da decenni, per abitudine. Negli ultimi anni il raggio si è allargato parecchio, e gli impianti dentali in Turchia, Albania o Croazia sono entrati nelle conversazioni da bar.
Se è una strada che state valutando, fatevi fare una radiografia e un piano di cura anche a casa, e chiedete per iscritto marca e modello degli impianti. Nel frattempo resta masticare più piano, e senza parlare.
La crosta di segale, del resto, non ha fretta. Ha aspettato due giorni per diventare così dura.
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