"Ci sentiamo abbandonati e in balia degli eventi. Chiediamo risposte concrete". A parlare sono i lavoratori della Piana di Vigezzo, dove gli impianti di risalita – insieme a quelli della Val Formazza e della Valle Antrona – sono chiusi ormai da diversi mesi in seguito al fallimento della società Vigezzo&Friends.
Società, sottolineano i lavoratori, rappresentati da Federico Coretta e Davide Cottini, da parte della quale "c'è stata poca trasparenza e correttezza. Alle porte della stagione estiva sono state fatte rassicurazioni che poi non sono state rispettate".
La denuncia arriva nell'ambito del presidio organizzato alla Piana di Vigezzo dalla Cgil Novara Vco nel pomeriggio di oggi, 22 settembre. "Da un giorno all'altro ci siamo ritrovati senza lavoro e senza garanzie per il futuro – spiegano i lavoratori –. Grazie al sostegno della Cgil, da metà agosto siamo riusciti ad accedere alla Naspi, ma siamo a casa dall'inizio di giugno".
"Quando un lavoratore ha svolto la sua attività con passione e determinazione, la prima questione che si pone in questa situazione è quella sociale – sono le parole del segretario generale della Cgil Novara Vco, Michele Piffero – che deriva necessariamente da una responsabilità che deve essere accertata. Il secondo punto riguarda il destino di questi lavoratori. In un territorio come quello del Vco, con un mercato del lavoro in forte difficoltà, come fanno questi ragazzi ad avere un futuro lavorativo?".
Lavoratori e sindacati chiedono a gran voce l'intervento della politica, tanto regionale quanto locale. "Il presidente della Regione Cirio – sottolinea Piffero – circa un anno fa parlava di 50 milioni di euro da stanziare per il sistema neve del Vco. Soldi che finora non si sono mai visti. Le dichiarazioni della politica rimangono sulla carta, ma ora ci vuole concretezza".
Alla manifestazione erano presenti anche numerosi sindaci e amministratori del territorio, oltre al presidente della Provincia, Giandomenico Albertella.
"Condividiamo la preoccupazione e siamo vicini ai lavoratori in questa situazione drammatica – afferma Albertella –. Il rilancio del sistema neve riguarda l'intero territorio del Vco. Come Provincia e Comuni abbiamo chiesto l'intervento della Regione Piemonte e il sostegno alla costruzione di questo progetto insieme a partner privati. Cirio, però, non ha detto che i 50 milioni sono pronti per il Vco: ha parlato di un progetto quinquennale complessivo. Il processo non può essere immediato, si parla di un progetto di medio-lungo periodo".
Una speranza per il futuro degli impianti, tuttavia, c'è. A parlarne è il sindaco di Santa Maria Maggiore, Claudio Cottini: "La situazione è ora in mano a un curatore fallimentare. Non è ufficiale, ma sembra che ci siano due società private interessate all'acquisizione. Se così fosse, ci auguriamo che ci possa essere un futuro".
Per Cottini resta però decisivo il ruolo della Regione Piemonte: "La Regione è fondamentale, perché gli imprenditori interessati vogliono sapere se sarà presente con delle quote che possano permettere il rilancio delle stazioni turistiche".



































