Promuovere e valorizzare il patrimonio storico e culturale della Valle Cannobina attraverso uno dei prodotti che per lungo tempo ha caratterizzato la vita e l’economia delle comunità locali: la mela. È questo l’obiettivo dell’evento in programma a Orasso, inserito nel calendario online del Ministero della Cultura per le Giornate Europee del Patrimonio del 26 e 27 settembre 2026.
La mela sarà raccontata non soltanto come frutto, ma soprattutto come elemento della civiltà rurale e contadina della valle, un patrimonio di conoscenze e tradizioni da conservare e tramandare.
Il programma intende approfondire, attraverso differenti forme di narrazione, il ruolo che la coltivazione delle mele ha avuto nella cultura e nell’economia di numerose famiglie almeno fino agli anni Sessanta del secolo scorso. Una presenza che ha contribuito anche a modellare il paesaggio rurale, lasciando tracce ancora oggi riconoscibili.
L’iniziativa sarà inoltre l’occasione per riflettere sulle possibilità di recuperare alcune delle antiche pratiche agricole, con potenziali benefici per la tutela del paesaggio, la biodiversità e la cura del territorio.
Ad aprire l’evento saranno Alberto Bergamaschi, presidente di Culture d’Insieme nel VCO, e Samuele Giolzetti, capo delegazione FAI VCO.
Successivamente Antonello Bergamaschi, tecnico agricolo, accompagnerà i partecipanti alla scoperta di una piccola esposizione di mele autoctone provenienti da piante recentemente messe a dimora proprio a Orasso. Un esperimento finalizzato alla conservazione e al recupero delle varietà locali e, più in generale, di un patrimonio agricolo che potrebbe essere rivitalizzato a beneficio della biodiversità e del paesaggio.
Spazio poi al teatro con la compagnia Confraternita dei Guitti, che presenterà “E il principe non venne - Storia di una mela e della principessa che la morsicò”. L’atto unico, ideato appositamente per l’occasione e ispirato a una rivisitazione della fiaba di Biancaneve, vedrà protagonisti Cristina Barberis Negra e Roberto Galluccio, su racconto della stessa Barberis Negra. La voce fuori scena sarà di Silva Cristofari.
Al centro dello spettacolo ci sarà ancora una volta la mela, interpretata non come punto di arrivo, ma come strumento per un nuovo inizio, capace di rappresentare un’esistenza che cambia forma per continuare.
A concludere la giornata sarà una degustazione guidata curata da Ivano De Negri dell’Associazione Fondiaria TerraViva.
Nel corso dell’iniziativa sarà inoltre presentata la mostra fotografica “Dal seme al frutto” di Tatiana Ferrario, allestita nella piazza del paese e dedicata al percorso che accompagna la nascita e la crescita del frutto.
Un appuntamento che unisce così agricoltura, storia, teatro, fotografia e gastronomia per riportare l’attenzione su una parte significativa dell’identità rurale della Valle Cannobina.





