È stato il partigiano Arialdo Catenazzi - cento anni da poco compiuti - a ricevere il Premio Repubblica Partigiana dell’Ossola, assegnato come ogni anno dal comune di Domodossola. La consegna è avvenuta questa mattina, venerdì 2 ottobre, nel corso della consueta cerimonia nell’auditorium delle scuole medie Floreanini, alla presenza del sindaco di Domodossola Lucio Pizzi, dell’assessore alle politiche giovanili Gianluca Iervasi e degli studenti delle scuole cittadine. I momenti ufficiali della cerimonia sono stati accompagnati da intermezzi musicali a cura dei ragazzi delle Floreanini.
Classe 1926, Arialdo Catenazzi - nomi di battaglia “Ari” e “Gatto” - è uno degli ultimi testimoni diretti della Resistenza e dell’esperienza della Repubblica Partigiana dell’Ossola. “Per noi è una grande fortuna e un grande onore - le parole che il sindaco Pizzi ha rivolto agli studenti - avere qui con noi qualcuno che ha vissuto in prima persona quei momenti straordinari. Fate tesoro della sua testimonianza”.
Sono stati proprio i ragazzi a rivolgere al partigiano Catenazzi le domande in merito alla sua esperienza nella lotta di liberazione dal nazifascismo. “Fin da quando ero piccolo, eravamo sotto la dittatura - ricorda Catenazzi - avevamo visto solo il fascismo, non conoscevamo altro. Ma quando è iniziata la guerra abbiamo capito che sarebbe stato un disastro: gli italiani non erano preparati”. Durante gli anni della scuola, all’istituto Cobianchi di Verbania, il giovane Arialdo ha fatto una scelta importante: ha deciso di resistere. “Con altri tre compagni - racconta - ci siamo detti che avremmo dovuto fare qualcosa per ottenere quello che sognavamo, la libertà. Così abbiamo formato la brigata alpina Cesare Battisti e ci siamo uniti alla Resistenza. Dopo le prime missioni, la nostra banda si è unita alla delegazione Valdossola e abbiamo partecipato attivamente alla presa per la liberazione della Repubblica dell’Ossola. Siamo partiti dalla Valle Cannobina, per poi liberare la Valle Vigezzo e successivamente tutta l’Ossola. La nostra formazione è stata la prima a trattare la resa dei tedeschi a Domodossola”.
Quello tra Arialdo Catenazzi, da poco centenario e testimone della Resistenza, e gli studenti di oggi è stato un importante incontro generazionale: “I giovani di oggi - ha concluso il partigiano - stanno vivendo un periodo molto particolare. A loro auguro di ricordare sempre quanto accaduto in passato e partecipare di più e più attivamente alla vita sociale e politica della città, prendendosi le proprie responsabilità”.
Il Premio Repubblica dell’Ossola è stato assegnato al partigiano Catenazzi “non soltanto per la sua diretta partecipazione alla lotta di Liberazione, ma anche per il costante e generoso impegno profuso, nel lungo periodo successivo alla guerra, nella trasmissione della memoria della Resistenza”, si legge nella motivazione.“L’attribuzione del premio assume inoltre un particolare significato simbolico poiché il partigiano “Gatto”, in un tempo in cui i testimoni diretti degli eventi del 1943-1945 sono sempre meno numerosi, rappresenta idealmente tutti coloro che, mettendo a rischio la propria vita, si sono battuti per conquistare i diritti di cui oggi godiamo. Il premio, consegnato nelle mani di Arialdo Catenazzi, è pertanto idealmente conferito a tutti i resistenti e a tutte le resistenti che contribuirono, con le armi e senza le armi, alla Liberazione dell’Italia dal nazifascismo e alla costruzione di un'Italia democratica e antifascista, fondata sui principi della Costituzione repubblicana”.












































