Politica - 06 ottobre 2026, 17:44

Ferrovia del Sempione, Borghi: “Non può chiudere per sei mesi nel 2028”

Il senatore ossolano di Italia Viva annuncia un’interrogazione al ministro dei Trasporti sui lavori al ponte Boldrini tra Varzo e Trasquera: “RFI riprogrammi l’intervento mantenendo almeno un binario in esercizio”

“Il Sempione non può chiudere”. È la posizione del senatore ossolano di Italia Viva Enrico Borghi, che oggi a Roma ha partecipato alla riunione dell’Unione Interparlamentare Italia-Svizzera alla Camera dei Deputati.

Al centro dell'intervento di Borghi la modernizzazione della rete ferroviaria tra Italia e Svizzera e, soprattutto, la prospettiva di una chiusura per sei mesi nel 2028 della ferrovia a nord di Domodossola, che sarebbe legata ai lavori di risanamento e ricostruzione del ponte ferroviario di Ponte Boldrini, al confine tra Varzo e Trasquera.

“Non è possibile che con la tecnologia e la qualità del lavoro di cui oggi disponiamo si debba disporre la chiusura per metà anno di un’arteria ferroviaria di così significativa importanza – afferma Borghi –. Le conseguenze sul traffico merci, sulla mobilità dei lavoratori frontalieri, sul turismo e sul raccordo tra i due Paesi sarebbero devastanti”.

Il senatore chiede quindi un cambio di programma da parte di Rete Ferroviaria Italiana: “Bisogna che RFI riprogrammi i lavori, assicurando, come è accaduto per i lavori di adeguamento delle gallerie, che almeno un binario venga mantenuto in esercizio, assicurando in tal modo la continuità della tratta. Lo chiederò al ministro dei Trasporti con una specifica interrogazione”.

Durante la riunione dell’Unione Interparlamentare Italia-Svizzera, Borghi ha ricordato anche gli investimenti effettuati negli anni dalla Confederazione elvetica per migliorare i collegamenti ferroviari transfrontalieri e il trasporto delle merci attraverso le Alpi. Tra questi cita i 200 milioni di euro stanziati per l'adeguamento della galleria del Sempione al transito dei convogli merci con sagoma di quattro metri, i finanziamenti per i terminal merci nell'area milanese e di Busto Arsizio-Gallarate e gli interventi sulla linea Luino-Gallarate.

Dal confronto, secondo quanto riferisce Borghi, sarebbero emerse due principali preoccupazioni: i ritardi italiani nella realizzazione degli interventi e la prevista chiusura della linea del Sempione nel 2028.

Il senatore di Italia Viva solleva poi un secondo tema, quello della ferrovia Domodossola-Locarno.

“Oggi i nostri interlocutori elvetici ci hanno chiesto l’adeguamento agli standard di sicurezza del tratto italiano della Domodossola-Locarno. Hanno ragione: gli standard devono essere uguali sia al di qua che al di là della frontiera”.

Borghi sottolinea come gli interventi siano già stati realizzati sul versante svizzero, da Ponte Ribellasca a Locarno, e chiede quindi un investimento analogo sul territorio italiano: “È indispensabile che il Governo finanzi l’adeguamento della tratta Domodossola-Ponte Ribellasca. Anche su questo preannuncio una mia iniziativa parlamentare”.

Redazione

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