La cooperazione tra Piemonte e Svizzera, le grandi opere infrastrutturali, le ripercussioni dei cantieri sulla viabilità transfrontaliera e le opportunità di collaborazione economica e turistica sono stati al centro dell'incontro che si è svolto mercoledì 14 ottobre al Grattacielo della Regione Piemonte. Il sottosegretario alla presidenza Alberto Preioni ha ricevuto, in rappresentanza del presidente Alberto Cirio e dell'intera giunta regionale, la delegazione svizzera composta dall'ambasciatore a Roma Roberto Balzaretti, dal console generale Stefano Lazzarotto e dal console onorario Regula Hilfiker.
"Italia e Svizzera condividono molto più di un confine: condividono territori, tradizioni, relazioni economiche e un rapporto storico fondato sulla vicinanza geografica, sui legami culturali e sull'amicizia. Il Piemonte rappresenta un ponte naturale tra i nostri due Paesi, un territorio in cui il dialogo può tradursi in progetti concreti e nuove opportunità per cittadini e imprese”, ha dichiarato Preioni. Nel corso dell'incontro, il sottosegretario ha approfondito con i rappresentanti elvetici gli interventi infrastrutturali che interesseranno nei prossimi anni i collegamenti tra Piemonte e Svizzera, soffermandosi sulle conseguenze dei cantieri per la circolazione stradale e ferroviaria, anche oltreconfine. "Siamo consapevoli delle difficoltà che questi interventi comporteranno per cittadini, lavoratori e imprese, da entrambe le parti del confine. Dopo anni di attese, si stanno finalmente realizzando opere indispensabili per la sicurezza e l'efficienza dei collegamenti tra Piemonte e Svizzera. Si tratta di infrastrutture strategiche, che richiedono interventi complessi e comporteranno inevitabili disagi. Per questo è fondamentale confrontarsi con le autorità svizzere e lavorare insieme per individuare soluzioni concrete, compatibilmente con i vincoli tecnici e le criticità esistenti, limitando per quanto possibile le ripercussioni sui territori coinvolti”, ha aggiunto il sottosegretario.
SS34, Valle Vigezzo e Montecrevola: le criticità dei collegamenti stradali
Per quanto riguarda il collegamento con il Canton Ticino, dalla prossima settimana prenderà il via il cantiere lungo la SS34 del Lago Maggiore. Per consentire lo svolgimento dei lavori in condizioni di sicurezza, è prevista la chiusura notturna della strada, con inevitabili ripercussioni sulla mobilità di residenti, lavoratori, frontalieri e turisti.
In Valle Vigezzo è previsto un intervento da 120 milioni di euro. Le risorse sono confermate e la gara è già stata aggiudicata, ma l'avvio dei lavori resta subordinato alla definizione di un ricorso pendente davanti al Consiglio di Stato. Si attendono da Anas indicazioni sui tempi. L'opera riveste un'importanza strategica per il miglioramento dei collegamenti del territorio, ma la realizzazione delle gallerie richiederà una pianificazione attenta della viabilità e delle possibili deviazioni, al fine di contenere i disagi durante le diverse fasi del cantiere, calcolando anche che i lavori andranno a impattare inevitabilmente anche sulla Ferrovia Vigezzina/Centovallina.
Un altro nodo cruciale riguarda la galleria di Montecrevola, lunga oltre tre chilometri, che, ormai inderogabilmente, dovrà essere adeguata ai requisiti di sicurezza previsti dalla normativa europea. L'intervento comporterà la chiusura della galleria per circa due anni, con conseguenze rilevanti per la circolazione lungo un asse fondamentale per i collegamenti con il Vallese e il Sempione. "Ho raccolto anche le preoccupazioni del sindaco di Crevoladossola Giorgio Ferroni, che ha giustamente evidenziato le difficoltà legate alla concentrazione di cantieri così impegnativi in un territorio di dimensioni contenute. È già stato avviato l'appalto per l'allargamento di un tornante, con l'obiettivo di facilitare il transito dei mezzi pesanti, particolarmente numerosi lungo l'asse del Sempione. Sarà inoltre necessario installare semafori nel tratto pianeggiante per regolare la circolazione dei mezzi pesanti, che non possono sostare in salita. Dobbiamo quindi affrontare questa fase con attenzione e responsabilità, individuando tutte le soluzioni praticabili per contenere le difficoltà per il territorio - ha sottolineato Preioni – consapevoli che i lavori collegati alla realizzazione e al mantenimento delle infrastrutture comportano inevitabili disagi”.
Ferrovia del Sempione e ponte Boldrini: le sfide della mobilità ferroviaria
Sul versante dei collegamenti con il Canton Vallese, il confronto ha riguardato anche la linea ferroviaria del Sempione e il rifacimento del ponte Boldrini, interventi destinati ad avere un impatto significativo sulla mobilità transfrontaliera. Nel corso del recente incontro a Milano, Rfi ha ribadito che non esistono alternative all'interruzione della linea ferroviaria per consentire l'esecuzione dei lavori. Dal ministero è stata valutata anche l'ipotesi di mantenere il traffico ferroviario a rotaie alternate, soluzione che, tuttavia, non risulta tecnicamente praticabile.
Il rifacimento del ponte richiederà una sospensione della circolazione ferroviaria di circa sei mesi. La chiusura si inserisce in un quadro di lavori già programmati: nel 2028 era infatti prevista un'interruzione di circa tre mesi per il rifacimento delle gallerie, che dovranno essere adeguate per consentire il transito dei convogli con una sagoma di quattro metri. Il ministero ha comunque assicurato che il ponte sarà progettato su due assi, una soluzione che in futuro permetterà, in caso di manutenzione, di intervenire su una rotaia mantenendo in esercizio l'altra, riducendo così l'impatto di eventuali futuri lavori sulla circolazione ferroviaria.
"Si tratta di interventi complessi, ma necessari per garantire collegamenti ferroviari sicuri ed efficienti. Dobbiamo affrontarli con una visione di lungo periodo, tenendo conto delle esigenze dei territori e delle conseguenze sulla mobilità di cittadini e imprese. È fondamentale che il confronto tra le istituzioni consenta di individuare per tempo tutte le possibili misure per contenere i disagi”, ha evidenziato Preioni.
Bosco Gurin-Formazza: il progetto del metrò alpino
Nel corso dell'incontro si è accennato anche al progetto del metrò alpino tra Bosco Gurin e Formazza, un'iniziativa di collegamento transfrontaliero che punta a valorizzare le relazioni tra i territori alpini italiani e svizzeri. Il progetto prevede la realizzazione di una funicolare in galleria lunga 5,8 chilometri, con un tempo di percorrenza di circa otto minuti. Il collegamento andrà a unire la Val Formazza alla località walser di Bosco Gurin, attraversando il confine italo-svizzero sotto le Alpi. Un'ipotesi che guarda al futuro della mobilità alpina e che potrebbe contribuire a rafforzare l'attrattività turistica delle due aree, favorendo nuove occasioni di collaborazione e sviluppo per le comunità di confine.
Frontalieri e ristorni: risorse importanti per i comuni piemontesi
Nel confronto sono stati affrontati anche i temi legati ai lavoratori frontalieri e alle risorse destinate ai comuni dei territori interessati. Il sottosegretario Preioni ha espresso soddisfazione per la comunicazione giunta dal Ministero dell'Economia e delle Finanze relativa ai ristorni dei frontalieri, il cui importo dovrebbe attestarsi a 108 milioni di euro, rispetto agli 88 milioni inizialmente previsti. Un incremento significativo, che rappresenterebbe un sostegno importante per i comuni piemontesi interessati, consentendo di rafforzare le risorse a disposizione delle amministrazioni locali. Preioni ha inoltre ribadito la posizione della regione Piemonte in merito all'eventuale contributo aggiuntivo alla sanità a carico dei frontalieri: "Come più volte dichiarato dal presidente Cirio, la regione Piemonte non applicherà il contributo ai frontalieri piemontesi, salvo un'espressa richiesta da parte del Governo".
Il Piemonte che attrae: turismo, industria e logistica
Nel corso dell'incontro è stato valorizzato anche il ruolo del Piemonte come territorio di riferimento per le relazioni economiche, culturali e turistiche tra Italia e Svizzera. Preioni ha ricordato le eccellenze della regione, a partire da Torino, prima capitale d'Italia, e dalla tradizione industriale piemontese, che ha contribuito alla nascita e allo sviluppo di settori fondamentali come quello automobilistico e televisivo. Il capoluogo piemontese sta vivendo una nuova stagione di attrattività turistica grazie ai grandi eventi internazionali, tra cui le Atp Finals e l'Eurovision, e alle opportunità legate all'arrivo del Tour de France e agli investimenti sul Giro d'Italia. Appuntamenti che contribuiscono a rafforzare l'immagine internazionale della città e a generare ricadute per l'intero sistema economico e turistico regionale. Un ruolo strategico è svolto anche da Novara e dal suo territorio, snodo logistico lungo il corridoio Genova-Rotterdam e sede di importanti insediamenti, tra cui Amazon, oltre che di nuove realtà industriali. Un sistema produttivo e logistico che offre ulteriori opportunità di collaborazione tra i due Paesi, anche sul fronte degli scambi commerciali e dell'integrazione delle reti di trasporto.
L'incontro ha confermato l'importanza del dialogo tra Piemonte e Svizzera per affrontare le sfide comuni legate alle infrastrutture, alla mobilità e allo sviluppo economico delle aree di confine. Una collaborazione da rafforzare attraverso il confronto istituzionale e la ricerca di soluzioni concrete, nell'interesse dei cittadini, dei lavoratori e delle imprese di entrambi i Paesi.







