Scuola - 20 ottobre 2026, 12:05

Dall’Ic Domo 1 ai laboratori di Harvard: gli studenti di via Ceretti dialogano con i ricercatori di tutto il mondo

Con il progetto “Dear Scientist”, le classi della secondaria di primo grado entrano in contatto con scienziati italiani all’estero e scoprono da vicino ricerca e discipline scientifiche

Dall’Ic Domo 1 ai laboratori di Harvard: gli studenti di via Ceretti dialogano con i ricercatori di tutto il mondo

Dalle aule di via Ceretti ai laboratori di ricerca internazionali, per scoprire che la scienza non ha confini e che anche un ragazzo delle scuole medie può iniziare a immaginare il proprio futuro nel mondo della ricerca. È l’opportunità offerta agli studenti dell’istituto comprensivo Domo 1 attraverso il progetto “Dear Scientist”, che mette in contatto le classi con ricercatori e scienziati italiani impegnati in diversi Paesi del mondo.

L’iniziativa, ideata e coordinata in Italia da Lorenzo Gesuita, è stata accolta e sviluppata nella scuola di via Ceretti dalla professoressa Maria Rita Puttilli, responsabile del dipartimento di matematica. Un’esperienza didattica che avvicina gli studenti alle discipline Stem – scienza, tecnologia, ingegneria e matematica – attraverso il confronto diretto con chi lavora quotidianamente nella ricerca.

"Progetti come questo permettono di ampliare gli orizzonti della didattica e di offrire ai ragazzi occasioni di apprendimento che vanno oltre i confini tradizionali della classe - spiega la dirigente scolastica Patrizia Taglianetti -  il valore di una scuola sta anche nella capacità di dialogare con il mondo e di proporre esperienze formative innovative".

Il principio alla base di “Dear Scientist” richiama quello dei tradizionali amici di penna, ma con una prospettiva scientifica e internazionale. Gli studenti possono rivolgere domande ai ricercatori, esprimere curiosità e approfondire argomenti che suscitano il loro interesse. Dall’altra parte ci sono professionisti che raccontano il proprio lavoro, gli esperimenti, la vita in laboratorio e il percorso che li ha portati a occuparsi di ricerca.

Una parte dei ricercatori coinvolti lavora a Boston e all’Università di Harvard, ma la rete si estende anche ad altri centri e Paesi. Per gli alunni di via Ceretti, il dialogo diventa così un’occasione per conoscere realtà scientifiche lontane e comprendere come le competenze acquisite a scuola possano trovare applicazione in contesti professionali di alto livello.

"Avvicinare i ragazzi a chi fa ricerca significa aiutarli a comprendere che dietro ogni scoperta ci sono studio, impegno, curiosità e capacità di porsi domande - spiega -.  Il valore del progetto non si limita all’approfondimento delle materie scientifiche. Il confronto con ricercatori italiani che hanno costruito il proprio percorso professionale anche fuori dai confini nazionali permette agli studenti di conoscere esperienze concrete, scoprire nuove possibilità e riflettere sulle proprie aspirazioni".

L’approccio favorisce inoltre una partecipazione attiva: i ragazzi non sono soltanto destinatari di informazioni, ma protagonisti di uno scambio nel quale le domande diventano il punto di partenza per conoscere e comprendere. La ricerca esce così dai libri di testo e si presenta come un’attività concreta, fatta di studio, tentativi, esperimenti e nuove scoperte.

Per l’Ic Domo 1, “Dear Scientist” rappresenta un’opportunità per arricchire la didattica e aprire la scuola a una dimensione internazionale, mostrando agli studenti che la curiosità può essere il primo passo verso nuove conoscenze e, perché no, verso una futura professione scientifica.  

Miria Sanzone

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