Cultura - 23 ottobre 2026, 15:00

L’emigrazione dal Vco raccontata attraverso 27 dipinti

Dal 24 ottobre all’8 novembre al Centro Culturale La Fabbrica di Villadossola la mostra "Migranti oltre i confini del Vco", realizzata dagli allievi e dagli artisti de "La Bottega dell’Arte"

L’emigrazione dal Vco raccontata attraverso 27 dipinti

La migrazione dai territori del Vco sarà raccontata attraverso l’arte al Centro Culturale La Fabbrica con un’esposizione dal titolo "Migranti oltre i confini del Vco", visitabile dal 24 ottobre all’8 novembre nella sala mostre al primo piano.

L’inaugurazione è in programma sabato 24 ottobre alle 17.00. Saranno 27 i dipinti a olio su tela esposti, dedicati al tema della migrazione dai territori del Verbano Cusio Ossola, dalle sue origini fino ai giorni nostri.

Le opere sono state realizzate dagli allievi e dagli artisti de "La Bottega dell’Arte" di Gravellona Toce, sotto la guida della pittrice Michela Mirici Cappa. L’evento è organizzato dalla Bottega dell’Arte in collaborazione con l’associazione culturale Giovan Pietro Vanni e con il patrocinio della Regione Piemonte.

"La migrazione non è soltanto un fenomeno economico – spiegano gli organizzatori – è nostalgia per la propria terra, speranza in un futuro migliore, paura dell’ignoto e sacrificio. Raccontarla attraverso l’arte permette di creare un dialogo tra passato e presente, mantenendo viva l’identità e la memoria di una comunità".

"Dopo una prima fase iniziale di ricerca e reperimento di testi in biblioteca e sul web – spiega Michela Mirici Cappa – sono emerse anche numerose testimonianze dirette da parte di allievi e allieve, che hanno riferito diverse vicende legate alla migrazione di propri familiari o conoscenti. Raccogliere e documentare le testimonianze giunte fino a noi attraverso la realizzazione di dipinti a olio su tela ha significato trasformare il ricordo in immagine: la pittura è diventata così uno strumento di memoria collettiva, capace di custodire e tramandare storie e ricordi che altrimenti rischierebbero di andare perduti".

Il territorio preso in considerazione è quello del Verbano Cusio Ossola. I dipinti saranno accompagnati da testi esplicativi e immagini fotografiche che ne arricchiranno il significato, rafforzandone il valore come testimonianza storica e culturale.

"L’arte, in questo modo, trasforma la storia in un’esperienza viva, capace di coinvolgere emotivamente e culturalmente la comunità", spiegano gli organizzatori.

"Nessuno aveva mai pensato di dipingere il territorio del Verbano Cusio Ossola con i volti di chi lasciò la propria terra per cercare fortuna altrove. Un lavoro apparentemente semplice, ma non così nella realtà. Perché alla base di tutto c’è la ricerca storica – dice Pier Franco Midali, presidente dell’associazione culturale Giovan Pietro Vanni – con la raccolta di documenti e testimonianze che diventano il grimaldello in grado di spalancare la finestra su un mondo affascinante e misterioso: quello della nostra emigrazione".

"I ventitré allievi, insieme all’insegnante, hanno individuato una serie di episodi – spiega il critico d’arte Giuseppe Possa – emblematici della memoria territoriale: il traforo del Sempione, gli spazzacamini, i ragazzi vigezzini al seguito dei ritrattisti, gli inventori che portarono ingegno oltre le Alpi – dal calorifero all’acqua di colonia, dalla mongolfiera all’asfaltatura – fino ai muratori e ai costruttori impegnati in Africa, o ai giovani di oggi diretti in Paesi europei, in Cina, in Messico o in altre nazioni. Ogni opera si configura come un tassello di una narrazione più ampia, un frammento di storia che ritorna attraverso la pittura".

La copertina del catalogo, con l’accostamento tra un treno a vapore e un aeroporto contemporaneo, sintetizza la dimensione temporale che attraversa l’intero progetto: due partenze, due epoche e due forme di speranza. Da un lato la migrazione storica, segnata da precarietà e necessità; dall’altro la mobilità contemporanea, spesso legata a competenze, ambizioni e opportunità globali.

"Il confine, da limite, diventa soglia: luogo di transito, di trasformazione, di competenze che si muovono nel mondo". La mostra sarà aperta il venerdì dalle 16.00 alle 19.00, il sabato dalle 10.00 alle 19.00 e la domenica dalle 10.00 alle 19.00.

Mary Borri

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