Dal 2006 il museo del Parco Nazionale Val Grande racconta la storia più antica della Valle Vigezzo attraverso la pietra che ne ha plasmato economia, saperi e paesaggio. Il Museo Archeologico della Pietra Ollare del Parco Nazionale Val Grande ha compiuto vent'anni. Aperto a Malesco nel 2006, il museo è diventato in due decenni un punto di riferimento per conoscere il patrimonio archeologico della Valle Vigezzo e il legame millenario tra le sue comunità e la pietra ollare.
Il ventennale è stato celebrato con un fine settimana di iniziative gratuite, aperto sabato 24 ottobre dal convegno "La parola agli esperti", ospitato al cinema teatro di Malesco. A cura del Parco Nazionale Val Grande, con il coordinamento scientifico della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, la giornata ha riunito una ventina tra archeologi, geologi e archeobotanici che in questi anni hanno studiato i reperti vigezzini. Un'occasione rara per vedere il lavoro di ricerca che sta dietro alle vetrine, e per scoprire come anche l'oggetto più semplice, interrogato con metodo, racconti risorse, vita quotidiana, scambi e riti di chi ha abitato la valle.
La sessione del mattino, dedicata alle risorse della valle, è partita dalla materia prima: l’intervento del geologo Giovanni Capulli ha illustrato le caratteristiche della pietra ollare, roccia rara e tenera; Lucia Mordeglia ha presentato una matrice di fusione in pietra ollare dell'età del Bronzo e Nadia Botalla Buscaglia i recipienti ricavati da questa pietra. Fabio Spagiari ha approfondito il tema delle cesoie come strumento sospeso tra lavoro quotidiano e ritualità, mentre Angelo Moro ha raccontato le antiche scarpe chiodate per andare in montagna. Il pomeriggio ha dato voce agli oggetti della vita materiale: le fibule e il costume leponzio (Fulvia Butti), gli anelli con gemme (Gabriella Tassinari), il vasellame in vetro (Giuseppina Spagnolo) e i bicchieri intagliati a mola (Elena Poletti Ecclesia), gli argenti e i bronzi da tavola (Stefania Ratto), la ceramica da mensa e a pareti sottili (Angela Deodato, Anna Lorenzatto), le olpi da vino (Elisa Lanza), gli orecchini «a cestello» (Francesca Garanzini e Paola Comba), fino alle monete, «spiccioli per l'aldilà» (Federico Barello).






