Si sono tenute questa mattina le celebrazioni della città di Domodossola per la Giornata dell’unità nazionale e delle forze armate. La giornata si è aperta con la deposizione di una corona d’alloro al Milite Ignoto al Parco della Rimembranza, per poi proseguire in largo Madonna della Neve. Presenti le autorità civili, militari religiose della città, oltre alle associazioni e numerose classi delle scuole primarie e secondarie della città.
Dopo gli onori al gonfalone della città, la cerimonia dell’alzabandiera e la deposizione di una corona d’alloro al monumento ai caduti. Il maresciallo Carmelo Saia della guardia di finanza di Domodossola ha letto la “Preghiera per la patria”, Giovanni Grossi dell’associazione Combattenti e Reduci ha letto la "Preghiera dei combattenti e reduci” e Antonia Morabito, presidente dell’associazione mutilati e invalidi di guerra, ha letto il “comunicato della confederazione italiana fra le associazioni combattentistiche e partigiane”.
“Il 4 novembre è il giorno in cui il nostro Paese si stringe intorno alla sua storia - le parole del sindaco di Domodossola Lucio Pizzi -. Dietro ogni nome inciso sul monumento c’è una persona, giovani che non hanno potuto costruire il proprio futuro: a loro va il nostro pensiero riconoscente. Ricordare i caduti non significa celebrare la guerra, ma riconoscerne il costo umano. Esprimiamo profonda gratitudine alle donne e agli uomini delle forze armate e delle forze dell’ordine, un servizio che comporta grandi responsabilità a tutela della pace, della sicurezza e della stabilità”.
L’orazione ufficiale è stata affidata a Margherita Zucchi, curatrice del Museo Partigiano “Alfredo Di Dio” di Ornavasso, che ha ricordato la data del 4 novembre 1918, quando fu firmato l’armistizio che pose fine alle ostilità della prima guerra mondiale e fu completata l’unificazione nazionale. “Oggi - le sue parole - siam consapevoli che anche una guerra vinta porta con sé un immenso dramma. Le forze armate, oggi, sono l’espressione del desiderio di progresso nella sicurezza e nella pace. Celebrare il 4 novembre significa fare memoria per acquisire la consapevolezza dell’improponibilità della guerra e rifiutare la rassegnazione ai conflitti”.
La cerimonia si è conclusa con la solenne preghiera di benedizione ai caduti di guerra da parte del parroco di Domodossola don Vincenzo Barone.



















