Il sindaco di Re Massimo Patritti ha diffuso una nota relativa alla notizia arrivata nei giorni scorsi dall’onorevole Stefano Candiani - anche sindaco di Macugnaga - che alla Camera aveva annunciato un possibile sostegno alle retribuzioni dei lavoratori del Vco che operano nella fascia di confine.
Di seguito la replica del primo cittadino di Re:
“Accogliamo con interesse le notizie relative alla possibilità di destinare parte delle risorse derivanti dalla tassazione dei nuovi frontalieri al sostegno delle retribuzioni dei lavoratori italiani impiegati nei territori di confine. Ogni iniziativa volta a rendere più attrattivo il lavoro sul nostro territorio è certamente positiva, soprattutto in una realtà come quella del Verbano Cusio Ossola, dove la vicinanza con la Svizzera rende sempre più difficile trattenere personale qualificato.
Tuttavia, non possiamo non evidenziare una contraddizione. Mentre si individuano nuove forme di sostegno economico per i lavoratori, i piccoli comuni di confine continuano a fare i conti con risorse sempre più limitate e con una progressiva riduzione delle entrate derivanti dai ristorni frontalieri.
Sono proprio questi comuni a dover garantire quotidianamente servizi essenziali, mantenere strade e infrastrutture, sostenere le scuole, assicurare la sicurezza e contribuire a mantenere vive comunità che, soprattutto nei territori montani, rischiano progressivamente di spopolarsi.
Non parliamo necessariamente di grandi opere, ma della possibilità concreta di mantenere i servizi, effettuare le manutenzioni necessarie e rispondere alle esigenze quotidiane dei cittadini. Risorse che per le grandi realtà possono apparire modeste, ma che per un piccolo comune rappresentano spesso la differenza tra poter realizzare un intervento e dovervi rinunciare.
Non si tratta di contrapporre i lavoratori ai comuni. Al contrario, si tratta di comprendere che la qualità della vita di chi abita e lavora nei territori di confine dipende anche dalla capacità delle amministrazioni locali di garantire servizi e infrastrutture adeguati.
Se l'obiettivo è contrastare lo spopolamento e rendere più attrattivi questi territori, non possiamo limitarci a intervenire sulle retribuzioni, dimenticando chi ogni giorno deve assicurare il funzionamento delle comunità. Per questo riteniamo necessario che, accanto alle misure a favore dei lavoratori, venga garantito anche un sostegno economico stabile e adeguato ai piccoli comuni di confine, attraverso una distribuzione più equa delle risorse generate dal frontalierato.
Perché non si può pensare di sostenere chi vive e lavora nei territori di confine senza sostenere anche i comuni che quei territori devono mantenerli vivi. Non chiediamo privilegi, ma semplicemente le risorse necessarie per continuare a svolgere il nostro lavoro e garantire un futuro alle nostre comunità”.





