Copertina - 09 marzo 2026, 06:40

Piero Pratesi anche quest'anno nella giuria delle radio, racconta il Festival di Sanremo

L'editore di RVL Radio Val del Lago: “Un’esperienza intensa, ma la sala stampa è cambiata molto. Vorrei vedere il Vco promuoversi in quella vetrina”

Si è conclusa da pochi giorni l’edizione 2026 del Festival di Sanremo e tra i protagonisti dietro le quinte c’era ancora una volta Piero Pratesi, conduttore radiofonico ed editore di RVL Radio Val del Lago, alla sua ventinovesima partecipazione alla più importante manifestazione musicale italiana.

Un traguardo significativo per un professionista della radio che segue il Festival da quasi tre decenni e che anche quest’anno ha fatto parte della giuria delle radio, chiamata a contribuire alla valutazione artistica delle canzoni in gara.

"Dal punto di vista del nostro lavoro è andata molto bene – racconta Pratesi – perché siamo riusciti a realizzare numerose interviste, contenuti social, reels e approfondimenti. Sono molto soddisfatto di questa edizione".

Accanto agli aspetti positivi, non manca però qualche riflessione critica sull’evoluzione del Festival, in particolare riguardo alla sala stampa.

"Il numero di radio e giornalisti accreditati è aumentato enormemente – spiega – passando dalle circa 300, 400 testate di qualche anno fa a oltre 1.500 presenze complessive. Oggi vengono accreditate anche molte web radio e realtà senza particolari filtri e purtroppo si nota un calo generale della professionalità".

"Proprio per questo motivo – racconta – gran parte del lavoro si è spostata sugli eventi collaterali e sugli incontri organizzati dagli sponsor, dove è stato possibile realizzare interviste e contenuti in un contesto più gestibile, oltre alla partecipazione alle prove generali".

Sul piano artistico, Pratesi promuove il podio finale.

"Lo ritengo assolutamente giusto. Forse Fedez e Marco Masini avrebbero meritato qualcosa in più. Fedez probabilmente ha pagato un’antipatia, in parte reale e in parte preconcetta, che si è riflessa sul televoto".

Un risultato che conferma, secondo il direttore di RVL, la doppia anima del Festival: da una parte il giudizio tecnico della giuria delle radio, dall’altra quello più emotivo del pubblico.

In quasi trent’anni anche l’organizzazione è profondamente cambiata, soprattutto sotto il profilo della sicurezza. Metal detector, controlli continui e accessi regolamentati garantiscono maggiore tutela, ma rendono più complesso il lavoro quotidiano degli operatori dell’informazione, spesso costretti a lunghe attese tra un ingresso e l’altro con attrezzature tecniche al seguito.

Un’altra trasformazione riguarda il clima generale della manifestazione.

"La vita mondana è molto diminuita – osserva Pratesi – ci sono meno feste e anche gli artisti tendono a riposare di più. Il Festival è diventato sempre più concentrato sul lavoro".

Guardando al futuro, il passaggio di consegne alla direzione artistica viene accolto con interesse.

"Ritengo molto bravo De Martino. Il dubbio espresso da molti riguarda la competenza musicale, ma è stato garantito che sarà affiancato da professionisti del settore".

Nonostante i cambiamenti, il Festival continua a mantenere numeri impressionanti: circa 25 milioni di spettatori e una presenza fisica che trasforma completamente la città ligure. A fronte dei circa 49 mila residenti, durante la settimana sanremese si stimano anche 100 mila persone presenti contemporaneamente.

"Proprio per questo – conclude Pratesi – mi stupisce non aver mai visto uno stand dedicato alla promozione del Verbano Cusio Ossola. È una vetrina internazionale unica e sarebbe interessante valorizzare maggiormente il nostro territorio".

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