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Economia e lavoro | 22 febbraio 2021, 08:57

Piaggio: storia e curiosità del brand di Pontedera

Piaggio: storia e curiosità del brand di Pontedera

Forse non tutti sanno che la Piaggio non nasce come industria di prodotti su due ruote.
La Piaggio, infatti, nasce nel 1882 con cavalier Enrico Piaggio il quale possiede una segheria di legname la quale frutta molto e decide, così, di allargare il suo giro d’affari inserendo un deposito di esperti ebanisti ed intarsiatori. Tutto nasce a Sestri Ponente, questo perché in realtà la famiglia Piaggio è genovese ed a Pontedera ci arriverà molti anni dopo.

Dunque, nel 1882 nasce questo deposito e appena due anni dopo questo stesso spazio entra nella Società Rinaldo Piaggio, fondata in quello stesso anno dal figlio del cavaliere Enrico.
Prendendo in mano l’attività del padre, Rinaldo espande ulteriormente il business iniziando a fornire gli arredi per le navi più belle e prestigiose dell’epoca. Allo stesso tempo, però, ha iniziato anche ad investire nella produzione di carrozze ferroviarie.
Poco prima dell’ingresso dell’Italia nella Grande Guerra, Rinaldo Piaggio ha acquisito le Officine Aeronautiche Francesco Oneto di Pisa.

La guerra prosegue e Piaggio decide di dedicarsi in maniera esclusiva alla produzione bellica puntando tutto, come su NetBet casinò, sulla produzione di motoscafi antisommergibili, idrovolanti ed aerei dando vita a nuovi accordi con Ansaldo, Macchi, Dornier e Caproni.
Negli anni successivi, poi, la Piaggio ha abbandonato questi accordi in favore di una produzione propria lanciando poi nel 1924 i primi motori Jupiter e gli aerei Dornier Wal.
Con la conclusione della Grande Guerra, Piaggio deve dare una svolta alla sua produzione dando inizio ad una nuova riconversione.

Con un paese che necessita collegamenti, Piaggio decide di orientare la sua produzione verso il trasporto ferroviario.
Abbandona così la produzione aerea dando vita alla Piaggio Aero Industries, un’azienda situata sempre a Sestri Ponente che si occupa di treni e di elettrodomestici. Questa rivoluzione porterà il gruppo Piaggio ad espandersi acquisendo anche uno stabilimento a Roma presso il quale inizierà la produzione di un aereo da caccia, il Piaggio P2, e quella di un quadrimotore bombardiere, il Piaggio P108, impiegato successivamente nella Seconda Guerra Mondiale.
E’ proprio in questi anni tra le due guerre che la Piaggio si espande verso Pontedera. Esattamente nel 1924 quando Piaggio rileva lo stabilimento Costruzioni Meccaniche Nazionali. Dopo appena due anni Rinaldo Piaggio da origine alla Società Anonima Navigazione Aerea per il trasporto civile.
Con la Grande Crisi del ’29 degli Stati Uniti che si fa sentire anche in Europa, Piaggio ha qualche difficoltà ma riuscirà poi nell’impresa di varare il primo elicottero della storia: il DAT3.

Il 1938 è un anno importantissimo per la Piaggio dal momento che rappresenta non solo la morte di Rinaldo, ma perché gli stabilimenti vennero divisi tra i fratelli Armando ed Enrico. Al primo vanno le aziende liguri mentre ad Enrico spettano le aziende toscane. A remare contro le produzioni di Piaggio c’è un momento storico per niente semplice da gestire: c’è una nuova guerra nell’aria ed il colonialismo è al suo culmine.
Così Piaggio inizia la produzione di serramenti in alluminio ma anche, autobus, autocarri, rimorchi, funicolari e teleferiche.

Con la conclusione della Seconda Guerra Mondiale nel 1945 ha inizio la ricostruzione di Pontedera dove la Piaggio inizierà la produzione di un veicolo rivoluzionario: la Vespa.
Nel 1946 nasce il primo modello grazie ad un progetto di D’Ascanio, non molto diverso rispetto ai primi prototipi:
Circa dieci anni più tardi, la Piaggio è in grado di festeggiare la vendita di un milione di esemplari in Italia ed all’estero di quel mitico prodotto. Due anni più tardi, però, uscirà la Vespa 125 che consacrerà il successo della Piaggio.
Nel decennio 1960-1970 saranno ben 4 milioni gli esemplari che hanno dato vita al mito della Vespa Piaggio, simbolo del boom economico e di un’intera generazione che amava muoversi, divertirsi e spendere.

 

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