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Territorio | 11 ottobre 2021, 17:40

Dalla segale ai prodotti locali, la valle Antrona riscopre i suoi tesori

Buona partecipazione alla giornata dedicata alla valorizzazione delle produzioni di montagna, svoltasi a Montescheno e Viganella

Dalla segale ai prodotti locali, la valle Antrona riscopre i suoi tesori

Successo per  la giornata del pane nero in Valle Antrona.  Una buona partecipazione di gente domenica tra Montescheno e Viganella. Passando dal forno di Progno a Montescheno, dove è stato sfornato pane nero in abbondanza, per arrivare a Zonca per una visita al torchio e ai forni; quindi a Viganella dove nella piazza principale del paese si è assistito alla battitura della segale, prima di dare il via all’acquisto dei prodotti locali.

La bella giornata di sole ha aiutato gli organizzatori dell’associazione ‘Terra viva’ che hanno avuto sostegno dell’ente Parco Veglia Devero Antrona. Sono stati l’agronomo, Ivano De Negri, e il direttore del Parco, Daniele Piazza, ad illustrare la storia e i motivi della valorizzazione della segale, che poi è stata ‘battuta’ sul selciato della piazza di Viganella da due persone in costume. Un'unione tra tradizioni e cultura. Al termine, la degustazione dei prodotti dell’associazione che è presieduta da Claudio Minacci. Presenti anche il sindaco di Borgomezzavalle, Stefano Bellotti; il capogruppo leghista in Regione, Alberto Preioni; l’ex sindaco di Viganella, Peppino Colombo.

Un mix di storia, tradizione e di produzione locale, che proprio l’associazione Terra Viva sta portando avanti col recupero ambientale dei terrazzamenti da adibire a coltivazione, grazie agli aiuti finanziari della Fondazione Cariplo e alla Cooperativa Il Sogno che fa da capofila in questo progetto.

Viganella, tra l’altro, più fregiarsi di terrazzamenti che due anni fa sono stati dichiarati patrimonio dell’umanità dall’Unesco, a conferma del valore di questi caratteristici e storici lembi di terra e del valore dell’agricoltura di montagna, che si finalmente sta riscoprendo.

Terre che stanno rivivendo proprio grazie ai ricercatori locali, come l'Associazione "Terra viva" che da tempo si occupa di bonificare i terrazzamenti.

Renato Balducci

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