C’è il cuore di Montescheno nel documentario che il giovane regista Davide Casarotti ha prodotto col suo aiuto regista Paolo La Naia e un gruppo di ragazzi usciti da un corso di cinema della Iulm.
Un documentario che dopo la seconda serata di giovedì 30 al Cinema Corso vedrà altre proiezioni, sia a Domodossola che a Biella. Tutto ciò perché le prime due serate – da tutto esaurito – non sono riuscite a soddisfare le richieste di biglietti che sono arrivate a chi ha dato vita a questo film intitolato “L’eco delle campane d’inverno” .
In cui, dicevamo, c’è tutto questo piccolo paese che ha alle spalle la Val Brevettola, proprio quella resa famosa dalla corsa in montagna nata e voluta a tutti i costi dai ragazzi del paese. Che hanno voluto ricordare due di loro che non ci sono più: Davide e Manuel.
Anche la seconda sera di proiezione ha visto la sala del cinema piena e soprattutto il lungo applauso alla fine è la conferma che l’opera prima di Davide Casarotti ha fatto colpo. Un viaggio in questa comunità di montagna, ferita oltre il lecito per la morte di due ragazzi di soli 20 e 25 anni, morti sulle montagne che amavano e sulle quali vivevano.
Immagini, musica, momenti di vita ma soprattutto i sentimenti di Montescheno emergono dal documentario: la forza dei genitori dei ragazzi morti, la sofferenza che ha accomunato il paese, ma anche la voglia di non dimenticarli e di tener vivo il loro ricordo con iniziative e eventi. Trasformando il dolore in energia. E nel lavoro di Casarotti tutti questi ingredienti ci sono. Compresa una ‘finestra’ sull’Autani di Montescheno, un misto di storia e religione che il paese vive intensamente ogni anno.
Una comunità già al lavoro da un po’, per l’edizione 2024 della Val Brevettola. In programma il 28 luglio.