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Territorio | 19 marzo 2021, 18:30

I giardini del Sacro Monte Calvario ancora chiusi dopo l'alluvione. FOTO

Il rettore: "Non si può lasciare un patrimonio dell’Unesco all’abbandono''. Il presidente De Paoli: “Abbiamo sollecitato la Regione: speriamo arrivino i fondi”

I giardini del Sacro Monte Calvario ancora chiusi dopo l'alluvione. FOTO

I giardini del Sacro Monte Calvario di Domodossola devastati dal nubifragio dei primi di ottobre dello scorso anno, sono ancora chiusi. Con ogni probabilità rischiano di esserlo anche per la prossima Pasqua, se la Regione Piemonte non interviene presto. Il presidente dell'Ente di Gestione dei Sacri Monti del Piemonte, Maurizio De Paoli, e il rettore del Sacro Monte Calvario, don Michele Botto Steglia, si augurano che l'area, patrimonio Unesco, presto possa tornare fruibile.

Il costo dell'intervento per togliere le piante sradicate e sistemare i percorsi alla fruizione è stato stimato dall'Ente di Gestione dei Sacri Monti intorno ai 13 mila euro. La mancata realizzazione degli interventi rendono l’area del balcone Belvedere, e la zona retrostante dove sono presenti i resti delle mura dell'antico castello e la croce in ferro illuminata che risulta visibile da tutta la città e da molti paesi vicini, inagibile. Ai primi di ottobre dello scorso anno il Calvario è stato  colpito da un nubifragio e da venti con raffiche importanti che hanno favorito la caduta di alberi per sradicamento o per rottura dei tronchi e delle branche principali invadendo strade e sentieri.

"Abbiamo più volte sollecitato la Regione – dice il presidente dell'ente Maurizio De Paoli - speriamo che presto arrivino i fondi. Grazie ai sistemi di allerta meteo si è potuto constatare che sulla sommità dei Sacri Monti di Varallo, Orta, Domodossola e Ghiffa si sono registrati venti superiori a 100 km/h nelle prime ore del mattino del 2 ottobre, con raffiche che hanno in alcuni casi raggiunto i 123 Km/h. Il pieno recupero dei luoghi avverrà non solo dopo la rimozione degli alberi caduti o fortemente danneggiati, ma dovrà essere integrato da interventi di reimpianto. Un costo non indifferente riguarda gli interventi di ripristino della morfologia del terreno dove le ceppaie si sono ribaltate".

Proprio in questi giorni il comune sta eseguendo la posa dell'impianto di illuminazione della salita e delle cappelle della Via Crucis. Si tratta di un intervento che andrà poi a integrarsi nel più vasto progetto, da 3 milioni di euro, denominato 'Dal Borgo della Cultura al Sacro Monte Calvario', finanziato per 1 milione e 100 mila euro da Fondazione Carpilo e per la parte restante dal Comune domese. "Sarebbe bello - dice De Paoli - partire in contemporanea anche con la sistemazione dei giardini".

Dispiaciuto per la mancata fruizione dei giardini è il rettore del Sacro Monte Michele Botto Steglia.

"È una situazione che fa riflettere e pensare -dice don Michele Botto Steglia - specie in questo periodo storico, già tormentato da chiusure e distanziamenti; un luogo così bello e significativo chiuso al pubblico. Immagino che chi sale qui sia animato da spirito religioso ma anche dalla ricerca di un momento di silenzio, di attività fisica, di frescura all’ombra di monumentali alberi presenti, ma soprattutto per godere della visuale meravigliosa sulla città di Domodossola, con i suoi colori, contornata da massicce montagne, dalle valli… uno spettacolo che ha la sua bellezza impagabile in ogni stagione ma che, a seguito della chiusura, non ha permesso di godere del bei colori autunnali, del candore invernale adesso non permette di ammirare i colori primaverile. Non si può lasciare un patrimonio dell’Unesco un po'… permettetemi… all’abbandono, alla chiusura.

Sono consapevole che molti si interessano a riguardo, che cercano di darsi da fare e li ringrazio di tutto cuore ma ciò che non riesco a comprendere è: quale meccanismo blocchi la rimozione di alcuni alberi per rendere in sicurezza il giardino… Cerchiamo di sensibilizzarci tutti a questo riguardo, diamo segni tangibili di apertura e speranza alla gente… ne hanno di sicuro bisogno".

Mary Borri

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