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Economia e lavoro | 11 ottobre 2021, 11:20

L'edilizia riparte in tutto il Piemonte

Riprendono investimenti e assunzioni, ma c'è il rebus caro materiali

L'edilizia riparte in tutto il Piemonte

Il mattone sembra risanare le sue crepe, finalmente. Da tempo uno dei settori dell'economia che più accusava la crisi, quello delle costruzioni torna a mostrare segnali incoraggianti. Lo dice l'analisi di Ance Piemonte di metà anno, che dopo il secondo trimestre mostra numeri in crescita, con ricadute positive su investimenti e occupazione.

Dopo una crisi ultradecennale e la pandemia - dice Paola Malabaila, presidente dei costruttori di Piemonte e Valle d'Aosta - emerge un’inversione di tendenza per il settore delle costruzioni, un segnale molto importante che però ha bisogno di stabilità per non ricadere in una congiuntura negativa”.

Fatturato, occupazione e investimenti: freccia in alto

Secondo quanto elaborato dall'ufficio studi, le previsioni sul fatturato, occupazione e ricorso a manodopera esterna tornano su livelli positivi e aumenta la quota di imprese che intende investire. Ma non mancano gli ostacoli: le imprese infatti segnalano difficoltà di reperimento di personale qualificato e generico. "Il recupero dell’attività economica che emerge dai dati della nostra indagine si riflette anche sul mercato del lavoro - commenta Elena Lovera, presidente del Centro Studi dell’Ance Piemonte e Valle d’Aosta –. Le previsioni relative all’occupazione per gli ultimi sei mesi dell’anno in corso migliorano rispetto al semestre precedente: il 21,9% delle imprese intende aumentare il personale contro il 7,6% che prevede una riduzione. Tale performance trova conferma anche nei dati delle Casse Edili che abbiamo elaborato. Nei primi sette mesi del 2021, rispetto allo stesso periodo del 2020, si registra una complessiva ripresa del numero di imprese, degli operai iscritti, della massa salari e delle ore lavorate soprattutto a marzo e aprile. Ribadiamo che l’edilizia è un settore dinamico che offre importanti opportunità professionali soprattutto ai giovani”.

Superbonus vs costi dei materiali: due facce della medaglia

Tuttavia, per chi opera nel settore del mattone, accanto agli aspetti positivi si manifestano anche alcune incertezze. La più forte, peraltro trasversale a molti altri comparti, riguarda il presso delle materie prime. “Sono stati messi in campo interventi a favore della crescita, ma alcuni nodi devono ancora essere sciolti – conclude Malabaila –. Il Superbonus che, soprattutto nei mesi estivi, ha registrato un’accelerazione anche grazie ai primi effetti delle semplificazioni richiesti dall’Ance, è una misura di rilancio molto efficace per il settore ed è per questo che abbiamo richiesto con forza una proroga pluriennale. Perdura il problema dell’aumento dei prezzi dei materiali e della loro reperibilità che compromettono la ripresa ed il PNRR. Purtroppo le stazioni appaltanti pubblicano bandi con prezzi sottostimati a quelli correnti, differenza in difetto che, aggiunta ai ribassi da praticare nelle offerte d’asta, rende materialmente impossibile eseguire queste opere. Occorre un meccanismo a tutela della stazione appaltante e dell’impresa esecutrice finalizzato a garantire l’equilibrio contrattuale delle parti nel tempo”.


Redazione Torino

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