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Economia | 27 settembre 2023, 08:53

Industria manifatturiera: nel secondo trimestre 2023 brusca frenata della produzione industriale

Nelle province dell’Alto Piemonte, il calo più marcato per Novara

Industria manifatturiera: nel secondo trimestre 2023 brusca frenata della produzione industriale

Nel trimestre aprile-maggio 2023 la dinamica della congiuntura industriale ha registrato segnali di indebolimento per le province dell’Alto Piemonte, in particolare per Novara, che evidenzia una flessione sia della produzione che di fatturato e ordinativi rispetto al corrispondente trimestre 2022. 
Nel dettaglio Vercelli, con un modesto incremento del +0,9% sul fronte della produzione, evidenzia il miglior risultato a livello di quadrante, seguita dalla provincia di Biella (+0,3%), mentre Verbano Cusio Ossola (-0,1%), e in maniera più marcata Novara (-2,2%) appaiono in calo. Non risultano più confortanti i dati relativi al fatturato, sul quale, in particolare, incide l’aumento dei prezzi: Vercelli registra un +2,7%, Biella un +2,2%, il Verbano Cusio Ossola +0,4% mentre anche in questo caso Novara riscontra una flessione, pari al -2,6%.

I risultati riflettono una crisi generalizzata e appaiono non lontani dai quelli dell’intero contesto piemontese, con una media regionale del fatturato pari al +3,8% e una media della produzione che si attesta al +1,6%, incremento sostenuto però dal dato della produzione di Torino (+3,6%) dove ancora nel trimestre in esame ha tenuto il comparto dei mezzi di trasporto.
Tornando al quadrante, l’indagine del secondo trimestre 2023 ha visto complessivamente coinvolte 622 imprese, per un totale di poco meno 24.000 addetti e un fatturato che supera gli 8,4 miliardi di euro.

«Nel secondo trimestre 2023 l’andamento della produzione industriale del nostro territorio riflette i segnali di indebolimento espressi dall’intera economia italiana» commenta Fabio Ravanelli, presidente della Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte. «I dati diffusi da diverse fonti istituzionali, tra cui Istat, Banca d’Italia e il Governo stesso, hanno infatti confermato una frenata all’interno di uno scenario che, anche a livello internazionale, mostra segnali di rallentamento, con stime di crescita al ribasso. Le cause sono molteplici: nei consumi delle famiglie italiane ci sono meno beni, complice un’inflazione che è calata meno del previsto; gli investimenti appaiono deboli, anche per gli alti tassi di interesse, e la domanda estera risulta in calo. Oggi più che mai la trasformazione digitale ed ecologica delle imprese rappresenta una delle sfide più urgenti che siamo chiamati ad affrontare» sottolinea Ravanelli. «Promuovere un’economia inclusiva e sostenibile rappresenta una necessità imprescindibile non solo per le grandi imprese, ma soprattutto per quelle di minori dimensioni, spesso più impreparate: il nostro Ente, assieme al sistema camerale, è impegnato, grazie anche alla rete dei PID – Punti Impresa Digitale, nel dar vita a una serie di iniziative di formazione e informazione, mettendo anche a disposizione propri contributi per incentivare la doppia transizione, sostenere produzione e investimenti».

Files:
 Congiuntura industriale II trim 2023 (418 kB)

C.S.

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