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Economia | 12 giugno 2024, 12:00

Previsioni occupazionali di giugno: nel Vco 1220 nuovi contratti

Per l'86% si tratta di contratti a termine; le imprese registrano più del 50% di difficoltà di reperimento

Previsioni occupazionali di giugno: nel Vco 1220 nuovi contratti

Sono 6.230 i contratti programmati dalle imprese delle province di Biella, Novara, Verbano Cusio Ossola e Vercelli per il mese di giugno 2024, pari al 20% delle entrate complessive previste a livello regionale.

Tratti comuni alle quattro realtà del territorio sono l’alta percentuale, superiore al 70% delle entrate previste, di contratti a termine; la domanda di occupazione espressa da un numero relativamente basso di imprese sul totale (che oscilla dal 17% di Biella e Novara, al 18% di Vercelli, fino al 20% del Vco); una difficoltà di reperimento che supera il 50% delle entrate previste in tutte le province e una richiesta di esperienza professionale specifica, o quantomeno nello stesso settore, che caratterizza in misura prevalente la domanda di lavoro (percentuale che, nel dettaglio, si attesta al 58% per il Vco, al 61% per Vercelli, al 63% per Novara, fino al 64% per Biella).

Ferme restando le diverse vocazioni economiche dei territori, in linea generale è il settore dei servizi di alloggio e ristorazione a esprimere una parte consistente della domanda di lavoro nelle province del quadrante.

Queste alcune delle indicazioni che emergono dal Bollettino mensile del Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e ANPAL, ed elaborate dal Servizio Studi della Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte.

Per quanto riguarda la provincia del Verbano Cusio Ossola, le entrate programmate a giugno 2024 sono 1.220; solo nel 14% saranno stabili, con contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, per l’86% saranno a termine. Si concentreranno per il 78% nel settore dei servizi e per il 75% nelle imprese con meno di 50 dipendenti. Il 6% sarà destinato a dirigenti, specialisti e tecnici, quota inferiore alla media nazionale (14%). Il 4% delle entrate sarà destinato a personale laureato, mentre una quota pari al 34% delle entrate complessive riguarderà giovani con meno di 30 anni.

In ben 59 casi su 100 le imprese prevedono difficoltà di reperimento dei profili desiderati.  Il settore a esprimere il più alto fabbisogno è quello dei servizi di alloggio e ristorazione (530 entrate previste), seguito dal commercio (180), dai servizi alle persone (110), dalle costruzioni (90) e infine dai servizi operativi di supporto alle imprese e alle persone (70).

Comunicato Stampa - l.b.

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